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Politica

BERLUSCONI/ Il Pdl farà le primarie, io non mi ricandido

Silvio Berlusconi rilascia la sua prima intervista dopo le dimissioni da capo del governo. Lo fa con il quotidiano inglese Financial Times dicendo di non volersi più candidare

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Silvio Berlusconi intervistato dal Financial Times, quotidiano inglese che quando era capo del governo lo criticava anche aspramente. Si tratta della prima intervista dopo aver abbandonato la carica di premier e nel corso della stessa Berlusconi riafferma non solo di non avere intenzione di candidarsi alle prossime elezioni politiche nazionali, ma anche di essersi fatto da parte all'interno del suo stesso partito, il Pdl. Ma si è parlato anche di scandalo del bunga bunga e dei tanti processi che lo vedono coinvolto. Per adesso sono disponibili solo alcune anticipazioni online, l'intervista completa verrà pubblicata domani. A proposito delle sue dimissioni, Silvio Berlusconi dice di averlo fatto nell'interesse del Paese. Altrimenti si sarebbe assistito ad altre "terribili campagne mediatiche" nei suoi confronti. Nonostante la maggioranza in entrambe le camere si è fatto da parte con responsabilità. E, aggiunge, anche con una certa eleganza. Le cause della crisi, ha aggiunto, non risiedevano nell'Italia, ma nell'Europa e nell'euro. Del suo futuro politico dice di non avere intenzione di ricandidarsi a premier e che il suo erede naturale è Angiolino Alfano, aggiungendo che il Pdl per scegliere il prossimo candidato premier farà le primarie, una dichiarazione da parte sua in questo senso che giunge per la  prima volta. Tutto questo nonostante i sondaggi che lo premiano ancora oggi con grande popolarità, una popolarità, dice, superiore a quella che hanno Sarkozy o il cancelliere tedesco Angela Merkel. Berlusconi dice che ogni volta che si trova a camminare per strada, si ferma il traffico e non ha la possibilità di andare in giro per negozi per la popolarità che continua ad avere. Del governo che ha preso il suo posto, dice di sostenerlo apertamente con il massimo sostegno come dimostrato fino ad oggi:  "La speranza è che questo governo, sostenuto per la prima volta dall'intero Parlamento, avrà l'opportunità di proporre grandi riforme strutturali, a partire dall'architettura istituzionale dello Stato, senza le quali non possiamo pensare di avere un Paese moderno e davvero libero e democratico".