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LEGGE ELETTORALE/ Il costituzionalista: sul "Ceccantum" un'intesa è possibile

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Foto Imagoeconomica  Foto Imagoeconomica

Il fatto che il cittadino sa che uno schieramento governerà, mentre l’altro farà opposizione: il che proietta una serie di virtù, quali la trasparenza, la stabilità, la chiarezza per l’elettore.

Ebbene, è possibile?

E’ possibile che nasca dal voto degli elettori. Abolire il premio forzoso eliminando il matrimonio di convenienza è la sfida culturale del “Ceccantum”, la proposta di legge del senatore Ceccanti.

Perché proprio la sua proposta?

Prende il meglio del sistema tedesco, sposandone l’impianto di base proporzionale, tale per cui a voti corrispondono seggi (tecnicamente, il sistema è detto “fotografico”); e di quello spagnolo, sposando i fattori più virtuosi del maggioritario, prevedendo cioè una leggera sovrarappresentazione dei partiti più grandi, una equiparazione tra voti e seggi dei partiti medi e una leggera sottostima dei partiti piccoli.  

Su quale sistema crede che i partiti potrebbero trovare una convergenza?

Sul “Ceccantum”. Viene incontro, anzitutto, all’Udc, che rappresenta attualmente l’ago della bilancia. Gli consente, infatti, di incassare fotograficamente tutto ciò che guadagna. La presenza di collegi maggioritari rende il sistema molto più disponibile alla governabilità. Consentirebbe ai partiti più grandi, inoltre, grazie alle liste corte, di godere di effettiva rappresentanza, proporzionalmente al proprio peso.
Il sistema, inoltre dà per la prima volta applicazione all’articolo 51 della Costituzione, garantendo la formazione di liste elettorali che tengano oggettivamente presente l’alternanza di genere. Incentiva, infatti, attraverso misure economiche, l’utilizzo di strumenti per l’attribuzione delle candidature, altresì dette primarie, che terrebbeo conto dell’identità elettorale effettiva del Paese. 

(Paolo Nessi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
05/02/2012 - No agli spot "bipolaristici" (Giuseppe Crippa)

Il fatto stesso che l'intervistatore domandi quali siano le virtuosità di un sistema bipolare dimostra che tali virtuosità non sono chiare. A meno che l'intervistatore non ponga la domanda proprio allo scopo di far ribadire all'intervistato quali siano queste virtuosità... ma non penso che Paolo Nessi ritenga sia compito di un buon giornalista quello di orientare l'opinione pubblica. In ogni caso per convincerci che tali virtuosità non esitano, o quantomeno contino ben poco, basterebbe sommare gli incrementi del PIL verificatisi negli anni in cui i Parlamenti sono stati formati con una legge proporzionale, e quelli verificatisi negli anni in cui i Parlamenti sono stati formati con legge elettorale maggioritaria: si vedrà in questo modo che sono stati i Parlamenti eletti con legge proporzionale ad esprimere i governi che hanno dato i migliori risultati almeno in campo economico.