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LEGGE ELETTORALE/ Il costituzionalista: sul "Ceccantum" un'intesa è possibile

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Prosegue, in seno ai partiti e all’opinione pubblica, il dibattito sulla legge elettorale. Una questione solo all’apparenza di natura squisitamente tecnica in grado, in realtà, di incidere sull’assetto della democrazia stessa e sulla vita dei cittadini. Da essa, infatti, dipendono, ad esempio, la governabilità del sistema, la rappresentatività degli elettori o l’alternanza tra esecutivi di segno opposto. Al momento i partiti stanno trattando. Tutti temono che, qualunque accordo si dovesse raggiungere, sarebbero in ogni caso obbligati a rinunciare a qualcosa di importante. Per questo, le trattative vanno a rilento. Abbiamo chiesto a Francesco Clementi in base a quali obiettivi ciascuna delle forze politiche in campo cercherà di far prevalere la propria visione. 

Quale sistema converrebbe maggiorante ai partiti maggiori?


Pd e Pdl avrebbero vantaggio entrambi a scegliere un sistema uninominale maggioritario; sono radicati in tutto il Paese e hanno una potenza di fuoco elettorale che li renderebbe, sostanzialmente, gli unici due partiti del nostro ordinamento.

E a quelli più piccoli?

Idv e Lega Nord hanno due opzioni: vendersi al miglior offerente. Attraverso un sistema elettorale puramente proporzionale potrebbero far pesare il proprio consenso elettorale trattando con il partito che offre loro di più. Non credo, tuttavia, che stiano attualmente sposando questa linea. Pare che preferiscano la seconda opzione: un maggioritario a doppio turno gli consentirebbe di sopravvivere in un sistema bipolare di alleanze certe. Nel primo turno ciascun elettore esprimerebbe  un voto di appartenenza; nel secondo voterebbe con la ragione, facendolo convergere sull’alleanza che si è venuta a determinare.

E, infine, all’Udc?

In un sistema proporzionale puro potrebbe anch’essa far valere il proprio peso trattando con il maggiorente di turno la propria partecipazione al governo.

Quale sistema si adatterebbe meglio al nostro Paese?

Il nostro Paese si è abituato a una logica bipolare che può essere ottenuta in due modi diversi. Forzatamente, attraverso uno strumento che non conceda speranze di sopravvivenza a chi non decide in quale delle due squadre stare. Tipicamente, è il caso del Porcellum, che determina la forzosità delle scelta attraverso il premio di maggioranza. L’alternativa è la sfida culturale di oggi; ovvero: si possono mantenere le virtuosità del sistema bipolare in maniera non forzosa?

Quali virtuosità?



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COMMENTI
05/02/2012 - No agli spot "bipolaristici" (Giuseppe Crippa)

Il fatto stesso che l'intervistatore domandi quali siano le virtuosità di un sistema bipolare dimostra che tali virtuosità non sono chiare. A meno che l'intervistatore non ponga la domanda proprio allo scopo di far ribadire all'intervistato quali siano queste virtuosità... ma non penso che Paolo Nessi ritenga sia compito di un buon giornalista quello di orientare l'opinione pubblica. In ogni caso per convincerci che tali virtuosità non esitano, o quantomeno contino ben poco, basterebbe sommare gli incrementi del PIL verificatisi negli anni in cui i Parlamenti sono stati formati con una legge proporzionale, e quelli verificatisi negli anni in cui i Parlamenti sono stati formati con legge elettorale maggioritaria: si vedrà in questo modo che sono stati i Parlamenti eletti con legge proporzionale ad esprimere i governi che hanno dato i migliori risultati almeno in campo economico.