BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

IL PALAZZO/ Da Monti passa il nuovo piano di Berlusconi

Pubblicazione:lunedì 6 febbraio 2012

Immagine d'archivio (Imagoeconomica) Immagine d'archivio (Imagoeconomica)

Tutto bene, madama la Marchesa, dunque? Bisognerà vedere, ma certo è che, in questi giorni, le cose così stanno. Poi, certo, c’è la Lega e i suoi problemi non risolti, sia al proprio interno che verso il Pdl.
Il nuovo affondo del leader Umberto Bossi, rivolto, sabato scorso, proprio alla volta di Berlusconi (“Se Berlusconi lascia è un bene”) ha subito rimesso in agitazione l’intero centrodestra, che sa di non poter più contare sull’alleato di ferro, fino a ieri (la Lega, appunto), specialmente in vista delle prossime amministrative di maggio, unico test elettorale disponibile da qui al 2013, ove non vi fossero politiche anticipate.

Dalle parti di via dell'Umiltà, però, cercano di mantenere i nervi saldi e definiscono “pura tattica” le uscite del Senatur, che ha il problema di riconquistarsi una "base" sempre più contesa dai "maroniani" (ora auto-nominatisi "barbari sognanti") in vista delle prossime amministrative. “Appena s’avvicina l’appuntamento con le urne, Bossi alza il tiro”, confida un ex ministro azzurro. Berlusconi, per ora, tace, ma tanti dei suoi sono convinti che il suo annuncio al FT (“Non mi ricandido a premier”) non significa che abbia "tirato in remi in barca", anzi: il Cavaliere continuerà a svolgere il ruolo di king maker, consapevole che "i numeri" in Parlamento sono dalla sua parte, confidano i suoi.

Il sostegno al governo Monti, che fa andare su tutte le furie Bossi, è condizionato dal "senso di responsabilità" e ogni provvedimento – assicurano i suoi – verrà passato ai raggi x in Parlamento. Il Pdl, insomma, darà battaglia su liberalizzazioni e mercato del lavoro, è il messaggio che recapitano gli ex-azzurri, e, soprattutto, non farà sconti sul nodo delle frequenze tv o sulla Rai, come si è visto.

Berlusconi, però, in cambio di una leale collaborazione al Professor Monti, vorrebbe precise garanzie sulla tv digitale (da Passera) e sui processi che lo tormentano (dal caso Mills a Unipol). Inoltre, sarebbe convinto che alla fine la Lega non romperà l’alleanza perché “solo insieme si vince”.
Quanto alle minacce di correre da soli, non fanno effetto, al Pdl e al Cav: per loro questa strategia “li porterebbe solo a sbattere”. 


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >