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Politica

IL PALAZZO/ Da Monti passa il nuovo piano di Berlusconi

Immagine d'archivio (Imagoeconomica)Immagine d'archivio (Imagoeconomica)

Infine, il Pd. Sempre più angosciato da inchieste che ne devastano l’immagine (dal caso Penati al caso Lusi, che si è solo ieri auto-sospeso dal partito) presso i militanti, inchiodato a un compromesso sulla riforma del mercato del lavoro portata avanti dal ministro Fornero che non piace (né il compromesso né la stessa Fornero) né alla Cgil né ai suoi esponenti più in vista (da Fassina a Damiano, da Baretta a D’Antoni), insoddisfatto da un pacchetto, quello liberalizzazioni e semplificazioni, giudicato o troppo debole o troppo pesante, il rischio vero è che proprio dalle sua fila vengano quelle "imboscate" e "trabocchetti" al governo che, fino a ieri, s’imputavano al Pdl.

Con grande scorno e preoccupazione, in questo caso, dell’inquilino del Quirinale. Il quale non è solo il supremo garante della tranquillità di un governo che, non a caso, viene definito il "governo del Presidente" (Napolitano), ma anche un esponente, per quanto lontano dai giochi di corrente che ne agitano le acque, del Pd medesimo.

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