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IL MANIFESTO/ Brandirali: ricostruire la politica? Ecco da dove partire

La Camera dei Deputati (Imagoeconomica) La Camera dei Deputati (Imagoeconomica)

CORPORATIVISMO 
I partiti che si costruiscono la loro base elettorale si ritrovano con pesanti ipoteche di corporazioni e interessi di parte che finiscono con l’essere dannose per il bene comune.
Il corporativismo assolutizza le ragioni della singola parte, mentre invece la politica è l’arte di tenere insieme la complessità. Si tratta di ascoltare le ragioni delle molte agitazioni sociali e le proteste delle minoranze che non si sentono ascoltate, per poi tendere ad una maggioranza consapevole, che sia in grado di risolvere le gravi arretratezza nel funzionamento del governo della cosa pubblica.
- Riduzione dell’indebitamento dello Stato 
- Libertà e garanzie nei sistemi di contrattazione sociale.
- Apertura piena all’impegno di famiglie, associazioni, imprese, opere sociali,  nella realizzazione di azioni di pubblico interesse. 
- Efficacia e celerità dei processi giudiziari.
- Buon esito delle opere pubbliche.
- Libertà di educare.
- Libertà di praticare le religioni.
- Accompagnare alla efficacia le presenze degli immigrati.

Queste emergenze dimostrano come sia necessario, nella politica, proporre con un progetto largamente maggioritario.

FEDERALISMO
Anche la Chiesa ha iniziato a parlare della necessità di un governo mondiale per coordinare i comportamenti delle nazioni in tutti i temi di carattere globale, dall’ecologia alla finanza, dalla qualità dei prodotti alla equità dei salari.
L’Europa avanza lentamente verso il divenire unica realtà, ma sempre più si rende evidente che si tratta davvero di una federazione di nazioni, soprattutto ora, di fronte alla crisi.
L’Europa deve fare un passo in avanti come Federazione.
In Italia siamo ancora di fronte alla questione meridionale, che sembra delegare allo Stato centrale la sua soluzione. Mentre la gran parte del Paese parla di  federalismo. Abbiamo bisogno di rendere evidente che la parità fra le regioni, principio elementare del federalismo, può portare ad una maggiore unità dello sviluppo nazionale.
Anche la politica dovrebbe plasmarsi sui livelli diversi delle istituzioni. I Comuni dovrebbero essere luoghi della comunità, dove non si combatte sulla politica nazionale, ma sulle maggioranze diverse che possono nascere attorno ai temi più sentiti dalla comunità.
Lo spirito del federalismo viene tradito quando si risponde con politiche nazionali a ragioni di parti del territorio e di comunità locali. Questa sovrapposizione generalista elimina la libertà fondamentale dell’autogoverno di ogni specifica realtà.
In Italia sarebbe particolarmente adeguata la trasformazione del Senato in camera delle regioni. E a loro volta, con lo stesso criterio, le regioni dovrebbero avere diversi livelli di incontro delle istituzioni locali.

Scelta della parte politica
Noi siamo favorevoli a una formazione politica che si dimostri capace di creare una larga maggioranza, unendo singole parti che hanno una specifica attenzione al problema politico. La composizione deve permettere un progetto moderato e riformatore, che esprima il più possibile la visione che abbiamo espresso sino a qui.
Noi intendiamo garantire innanzitutto la libertà di espressione della persona, il sostegno alla famiglia, l’aiuto ai bisognosi, la libertà di impresa, la dignità dei salari, la scelta dal basso dei delegati nella politica, l’affermarsi della ragione di servizio del fare politica.
Per questo scegliamo chi:
- lascia esprimere la singola persona dentro un libero confronto.
- riconosce i legami di popolo .
- propone una larga unità maggioritaria.
- non vive di conflitto con la altre parti politiche, ma vive di una progettualità propria e la propone al consenso.
- non distacca il potere acquisito dal rapporto con il mandato ricevuto e dalla soluzione effettiva, secondo le possibilità, dei problemi.