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IL MANIFESTO/ Brandirali: ricostruire la politica? Ecco da dove partire

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La Camera dei Deputati (Imagoeconomica)  La Camera dei Deputati (Imagoeconomica)

Abbiamo fino ad ora sostenuto parti politiche che mostravano di essere moderate e comprensive di diverse libere espressioni. Ma non vogliamo essere costretti allo scontro irragionevole con altre parti politiche che hanno molto di simile a quanto cerchiamo.
Date queste premesse ci rendiamo conto che al più presto ci si deve preparare alle future elezioni, e noi intendiamo sollecitare il rifondarsi dei modi e delle forme del far politica. Quindi riteniamo giusto militare in circoli ed osservatori che sappiano interrogare la parte politica da sostenere, senza essere immediatamente impegnati  dalla logica della  appartenenza.
Se succederà che ci saranno scelte diverse, non useremo la parola "tradimento", perché non crediamo che nella grandi formazioni politiche ci sia il nemico, il comunismo e il fascismo non ci sono più, e nessuno può pretendere che una parte veda l’altra come  nemico della democrazia.
Sicuramente non possiamo partecipare alla politica di una vecchia sinistra che fissa nella propria visione culturale la propria politica di parte. E’ un problema forte nella sinistra perché la mancanza di riferimenti al bene comune  è causata dall’assenza dello spessore personale  che viene prima della politica, per cui lo spessore diventa un fatto collettivo, un progetto politico identitario.
Sicuramente non ci riconosciamo in una vecchia destra che è il prodotto di una visione centralista dello Stato e della autorità, come possessori dell’etica determinante per la vita pubblica.  Questa destra mitizza l’individuo come eroe in un mondo di lupi e non conosce la persona in tutto quanto la costituisce.
Sceglieremo per chi votare, lo diremo a tutti, sempre pronti a votare diversamente la volta successiva se ce ne saranno le ragioni.
Siamo disposti, sui temi enunciati nel manifesto, a confrontarci con tutti.



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