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TODI 2/ Binetti: quante altre Todi servono per far ripartire la politica?

Per PAOLA BINETTI, in questo clima di sconforto generale che comincia a lambire anche il governo tecnico, Todi appare sulla linea dell’orizzonte come una concreta prospettiva di speranza

Foto: Imagoeconomica Foto: Imagoeconomica

Che la politica sia in crisi è un fatto evidente a tutti, ma che questa crisi potesse ulteriormente peggiorare sembrava francamente impossibile. Eppure il dibattito politico di queste ultime settimane è stato lacerato giorno per giorno da nuovi scandali e da nuove tensioni che hanno consumato il già scarso prestigio dei partiti. Basta anche un solo parlamentare sorpreso in flagrante contraddizione con i valori del proprio mandato, per gettare un pesante discredito sull’intero sistema politico, che fatica molto a ritrovare il giusto equilibrio sul piano etico. Ogni parlamentare che viene sorpreso ad agire in contraddizione con i valori di lealtà istituzionale, sobrietà, onestà, competenza, ottiene il drammatico effetto di accentuare il dissenso dei cittadini nei confronti delle Istituzioni politiche.

Un recente sondaggio di Mannheimer, pubblicato il 5 febbraio sul Corriere della sera, collocava il consenso ai partiti da parte degli intervistati intorno all’8%. Sembra proprio di essere di fronte a un dissenso informato contagioso e progressivo, apparentemente incurabile. Eppure questa caduta della stima e della fiducia del rapporto con gli elettori non riesce ancora a promuovere una reazione positiva da parte della politica. La tendenza è quella di minimizzare fatti e testimonianze negative, circoscrivendole ogni volta nei confini di un fatto isolato, senza rendersi conto che nell’opinione pubblica questi fatti assumono un carattere invasivo che compromette il mondo politico nel suo insieme. La gente vuole un cambiamento radicale, vuole respirare un’aria diversa, vuole credere che un’alternativa sia possibile e si guarda intorno per capire da dove potrebbe venire la soluzione.

In questo clima di sconforto generale che comincia a lambire con commenti puntuti anche l’attuale governo tecnico, finora sufficientemente protetto dalla stampa, Todi appare sulla linea dell’orizzonte come una concreta prospettiva di speranza. Una sorta di miraggio che lascia intravvedere un modo diverso di lavorare, un grado di coesione più costruttivo, una fantasia positiva di riforme che tendono ad un bene comune, ma soprattutto garantisce una stessa matrice culturale, in cui è possibile riconoscersi.


COMMENTI
09/02/2012 - Todi non decolla! (antonio clemente cavallo)

Todi non decolla! Nonostante le migliori intenzioni degli autori. Nonostante i buoni propositi dei partecipanti! Eppure ci sarebbero le migliori condizioni politiche in questo momento. Un momento caratterizzato dall'incertezza, dalla confusione, dal fallimento delle maggiori opzioni politiche in campo (CS e CD). Manca il coraggio della sfida! Il rischio di mettersi in gioco anche a costo di uscirne sconfitti. Prevale il tatticismo dell'attesa. Meglio attendere le certezze. E nel frattempo si perdono le buone occasioni. L'appuntamento con la storia è rimandato. Chissà fino a quando. Speriamo che l'accelerata non arrivi dopo aver pagato prezzi elevatissimi, come la storia, appunto, insegna!

 
09/02/2012 - Todi e il suo richiamo ai cattolici (paolo paoletti)

Ho apprezzato il suo articolo e mi permetto di evdienziare alcuni aspetti del dopo Todi. Ho fatto esoerienza, chiamato a fare da relatore a due tavoli che richiamavano questa unità dei cattolici rilanciata da Todi, di quale rischio corre il messaggio di Todi. In primo mi sono accorto che le varie esperienze cattoliche che negli hanno hanno generato movimenti straordinari si sono poi ritrovate ad esprimere una certa autorefernzialità dimenticandosi l'origine dalla quale era scaturito il tutto. Questo le ha condotte ad appiattirsi su posizioni politiche e sociali prive di un giudizio profondo su quello che accadeva. Cito ad esempi il caso Eluana anche oggi ripreso dal sussidiario e la questione dei crocifissi. Un secondo aspetto è la perdita di stima reciproca tra le varie associazioni e/o movimenti, stima che dovrebbe vedere l'altro come dono unico ancor prima di giudicarne il comportamento, si è insinuata l'etica come moralismo, per cui quelli non discuto a priori. Cosa fare? Sicuramente quanto il Papa con il suo discorso al parlamento tedesco eil card bagnasco a Todi ci dicono e recuperare quell'unità che ha nella sua roigine comune il vero senso del nostro agire che è Cristo stesso. Mi viene in mente quanto San Benedetto diceva ai suoi monaci che davanti ad una Europa devastata dalla decadenza, sembra oggi, li richiamava a vivere e per Cristo e questo avrebbe cambiato prima loro e poi il mondo intero.