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TODI 2/ Binetti: quante altre Todi servono per far ripartire la politica?

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Sono soprattutto gli anni della sfida educativa, dell’innalzamento dell’obbligo scolastico, della liberalizzazione negli accessi alle facoltà e alle Università. Sono anni in cui i figli degli operai si laureano e tornano in fabbrica come colletti bianchi: sono ingegneri, economisti, docenti. Tutti vogliono partecipare alla costruzione dei nuovi modelli di organizzazione sociale, la tensione positiva verso le riforme è condivisa e mette in movimento anche il desiderio di fare esperienze all’estero, di confrontarsi con altre aziende ed imprese, di partecipare a progetti di ricerca avanzata nel settore scientifico e tecnologico. Si studia non perché non c’è lavoro… ma perché il lavoro che c’è possa essere fatto prima e meglio. Si studia per migliorare le condizioni del lavoro, in tutti gli ambiti e in tutti i contesti; si cercano soluzioni ai lavori usuranti e ripetitivi; si cercano nuove modalità di comunicazione e di diffusione della propria produzione e si punta a migliorare la comunicazione interna delle aziende, perché tutti possano partecipare nel miglior modo possibile alle politiche aziendali, sia che si tratti di aziende private che di aziende pubbliche.

Il richiamo ad un riequilibrio nella distribuzione della ricchezza sembra diventato uno dei temi cardine dell’attuale dibattito politico-economico. Una politica oggettivamente orientata alla ricerca del bene comune, come valore e criterio di riferimento, ha il dovere di cercare una soluzione a questo problema. Se la metà dell'Italia non può contare sulla propria ricchezza, ovvero su un patrimonio utile per far fronte alla crisi, c'è un'altra metà ricca, ricchissima, che potrebbe e dovrebbe contribuire molto di più alla crescita e allo sviluppo del Paese. Un buon esercizio di fedeltà creativa potrebbe essere proprio quello di cercare di motivare chi ha mezzi ad acquisire una mentalità imprenditoriale capace di creare opportunità di lavoro per molte altre persone. Può sembrare banale, ma non lo è se si pensa che il capitalismo italiano è frutto di un mondo imprenditoriale legato ad un gruppo di famiglie che in altri tempi, non tanto lontani!, hanno saputo e voluto mettersi in gioco per realizzare un progetto audace da cui è scaturito un bene nazionale, in termini di ricchezza per tante persone e di opportunità di sviluppo personale. Il tema della distribuzione della ricchezza sfida continuamente i politici in prima persona e non solo la politica come se fosse un soggetto anonimo.

In questa fedeltà creativa allo stesso spirito evangelico è possibile ri-scoprire un elemento di grande attualità politica dello spirito cristiano, la capacità di sottrarsi alle logiche delle lobby di potere che più e meglio sanno piegare la politica ai loro interessi. Il laico cattolico che fa politica si sforza di muoversi con la libertà e la responsabilità necessarie per vivere la fedeltà a valori di giustizia e di solidarietà che ci trascendono e che sono gli stessi per tutti gli uomini. Anche se questo dovesse porlo in controtendenza rispetto al suo partito. E’ il principio di indipendenza che la nostra Costituzione garantisce ad ogni parlamentare e che gli consente di operare in scienza e coscienza, anche a prescindere da eventuali direttive di partito. E quel principio di profonda umanità che fa sentire i vincoli di fraternità e solidarietà nei confronti di tutti gli uomini, a qualunque paese, razza o etnia appartengano.



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COMMENTI
09/02/2012 - Todi non decolla! (antonio clemente cavallo)

Todi non decolla! Nonostante le migliori intenzioni degli autori. Nonostante i buoni propositi dei partecipanti! Eppure ci sarebbero le migliori condizioni politiche in questo momento. Un momento caratterizzato dall'incertezza, dalla confusione, dal fallimento delle maggiori opzioni politiche in campo (CS e CD). Manca il coraggio della sfida! Il rischio di mettersi in gioco anche a costo di uscirne sconfitti. Prevale il tatticismo dell'attesa. Meglio attendere le certezze. E nel frattempo si perdono le buone occasioni. L'appuntamento con la storia è rimandato. Chissà fino a quando. Speriamo che l'accelerata non arrivi dopo aver pagato prezzi elevatissimi, come la storia, appunto, insegna!

 
09/02/2012 - Todi e il suo richiamo ai cattolici (paolo paoletti)

Ho apprezzato il suo articolo e mi permetto di evdienziare alcuni aspetti del dopo Todi. Ho fatto esoerienza, chiamato a fare da relatore a due tavoli che richiamavano questa unità dei cattolici rilanciata da Todi, di quale rischio corre il messaggio di Todi. In primo mi sono accorto che le varie esperienze cattoliche che negli hanno hanno generato movimenti straordinari si sono poi ritrovate ad esprimere una certa autorefernzialità dimenticandosi l'origine dalla quale era scaturito il tutto. Questo le ha condotte ad appiattirsi su posizioni politiche e sociali prive di un giudizio profondo su quello che accadeva. Cito ad esempi il caso Eluana anche oggi ripreso dal sussidiario e la questione dei crocifissi. Un secondo aspetto è la perdita di stima reciproca tra le varie associazioni e/o movimenti, stima che dovrebbe vedere l'altro come dono unico ancor prima di giudicarne il comportamento, si è insinuata l'etica come moralismo, per cui quelli non discuto a priori. Cosa fare? Sicuramente quanto il Papa con il suo discorso al parlamento tedesco eil card bagnasco a Todi ci dicono e recuperare quell'unità che ha nella sua roigine comune il vero senso del nostro agire che è Cristo stesso. Mi viene in mente quanto San Benedetto diceva ai suoi monaci che davanti ad una Europa devastata dalla decadenza, sembra oggi, li richiamava a vivere e per Cristo e questo avrebbe cambiato prima loro e poi il mondo intero.