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SENTENZA DELL’UTRI/ Pamparana: crolla il teorema Mafia-Forza Italia

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Marcello Dell'Utri (Infophoto)  Marcello Dell'Utri (Infophoto)

Una sorta di nuovo giorne infernale. Insomma un fatto inaudito, intollerabile se si vuole dare un giudizio complessivo di tutta la vicenda. Ma di fatto questa è la realtà che il senatore Dell'Utri deve affrontare. Certo, si può anche dire che la gente è stanca, spesso nauseata da questa sequenza di processi lunghissimi, di queste vicende che durano, per il momento 16 anni. Ma che dire d'altro?

Forse la Cassazione ha scelto, cassando e rinviando all'appello, non annulando tutto, di salvare la faccia, almeno, alla sentenza della Corte d'appello di Palermo.

Una descione che si può definire, in un certo senso, salomonica. E se ragionassimo in termini di politica giudiziaria potremmo dire che non si è voluto infierire contro Palermo. Ma che, in tutti i casi, questa sia una sconfitta storica e la cancellazione di un teorema politico, è ormai un fatto assodato. Vedremo...

(Gianluigi Da Rold)



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COMMENTI
11/03/2012 - Negare l'evidenza?! (Claudio Franchi)

Ma scherziamo? L'annullamento del processo d'appello ristabilirebbe la "verità processuale" di quello di primo grado, che soteneva la stessa linea accusatoria fatta a pezzetti in Cassazione (che, n.b., si esprime sempre in merito all'aspetto TECNICO delle sentenze: un invito implicito a certe Procure a darsi all'ippica...)? In realtà il significato "storico-politico" dell'attuale sentenza è talmente evidente che negarlo mi pare arrampicarsi sugli specchi...

 
11/03/2012 - Pamparana sbaglia. (Giuseppe Crippa)

La tesi di Pamparana, riassunta nel titolo dell'articolo:  « Crolla il teorema Mafia – Forza Italia » mi sembra del tutto illogica: se viene annullato il processo d'appello non crolla alcun teorema ma semplicemente risulta per ora ancora valida la verità processuale emersa in primo grado, nel quale Dell'Utri è stato condannato a nove anni di reclusione con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, a due anni di libertà vigilata, all'interdizione perpetua dai pubblici uffici e al risarcimento dei danni (per un totale di 70.000 Euro) alle parti civili, il Comune e la provincia di Palermo. Fino a quando il processo d'appello non verrà rifatto, per gli italiani è questo, e non altro, il corretto - seppur non definitivo - giudizio da attribuirsi al signor Dell'Utri.