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IL PALAZZO/ Sulla Rai della "discordia" la spuntano Alfano e Monti

Pubblicazione:venerdì 16 marzo 2012 - Ultimo aggiornamento:venerdì 16 marzo 2012, 11.47

La foto del vertice postata su twitter da Casini La foto del vertice postata su twitter da Casini

Ci può sempre essere un’iniziativa isolata che riesce a raccogliere un vasto consenso e stravolge le intese. Per questo è stato annunciato un nuovo meccanismo di consultazione tra il Presidente consiglio e i capigruppo.

Sulla riforma del lavoro quindi non ci sono stati strappi?

Direi di no. Sembra proprio che si vada verso un accordo sul “modello tedesco” e sulle posizioni del ministro Fornero. Una parola chiara quindi sui licenziamenti discriminatori e la possibilità invece di una compensazione economica nel caso di crisi aziendali.
Sarà questa la prossima grande partita che il governo Monti dovrà affrontare. L’intenzione è quella di raggiungere il risultato entro la prossima settimana.

All’appello quindi manca solo la Rai?

Su questo punto direi che la possibilità di una riforma organica debba essere data per archiviata. Non ci sono le condizioni. Le posizioni di partenza d'altra parte erano chiare: Bersani chiedeva una riforma profonda del sistema di governance dell’azienda, mentre Alfano voleva procedere con la legge Gasparri. Casini stava nel mezzo, anche se nei fatti era più vicino al Pdl: meglio eleggere un nuovo cda con queste regole piuttosto che tenerlo in proroga. 
A questo punto credo proprio che il segretario del Pd debba rivedere la sua posizione e rinunci a disertare la Commissione di vigilanza. La battaglia si sposterà sui nomi, il cda scade il 28 marzo e nessuno probabilmente verrà riconfermato.

Oltre a Mario Monti, quindi, chi esce rafforzato dei tre segretari?

Per dirlo con certezza dovremo conoscere i dettagli dei vari accordi. Di sicuro però la posizione di mediazione di Casini ha pagato. Il leader dei centristi continua infatti a esporsi in prima persona e a proporsi come uomo del dialogo. Non a caso, oltre alla trovata della foto, che lo ha messo sotto i riflettori, è stato l’unico a commentare a caldo esprimendo grande soddisfazione.
Più cauti invece Bersani e Alfano. Dove c’è la vittoria di uno c’è la sconfitta dell’altro. E il braccio di ferro è appena iniziato…

(Carlo Melato)



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