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IL PALAZZO/ Sulla Rai della "discordia" la spuntano Alfano e Monti

Pubblicazione:venerdì 16 marzo 2012 - Ultimo aggiornamento:venerdì 16 marzo 2012, 11.47

La foto del vertice postata su twitter da Casini La foto del vertice postata su twitter da Casini

«Siamo tutti qui! Nessuna defezione!» ha commentato Pier Ferdinando Casini, pubblicando la foto di gruppo del trio Abc (Alfano, Bersani, Casini), comodamente seduto sulle poltrone di Palazzo Chigi, sotto l’occhio vigile del premier Mario Monti. L’atteso vertice di ieri sera si è aperto così, con un post su twitter del leader Udc. «Forse quell’immagine passerà alla storia – spiega Luciano Ghelfi a IlSussidiario.net –. È un fatto assolutamente inedito: una volta i vertici si ricostruivano con gli sms mandati ai giornalisti, oggi si usano i social network. D’altra parte l’indiscrezione, poi rivelatasi falsa, secondo cui Pier Luigi Bersani aveva abbandonato il tavolo si stava diffondendo in rete. E il fatto che tutti si siano prestati a mandare un segnale di questo tipo dimostra che il clima non era poi così teso».

Dopo oltre quattro ore di vertice, Monti si è dichiarato molto soddisfatto. Questa volta per il governo il successo era d’obbligo?

Quello di ieri sera era certamente un passaggio delicato. Sul piano internazionale, infatti, l’esecutivo continua a godere di grande credibilità, sul fronte interno però l’azione di governo andava rilanciata. 
L’obiettivo comunque è stato centrato. Mario Monti esce rafforzato dal vertice: nei due comunicati si può leggere una sorta di nuovo programma e il metodo stesso che è stato adottato si è rivelato vincente.

Cosa intende dire?

Mettere molta carne al fuoco significa ottenere convergenze e mediazioni diverse che alla fine permettono di raggiungere un accordo ampio. Ogni leader infatti è chiamato a cedere su qualche punto, ma ha anche la possibilità di rivendicare un successo.
Se pensiamo poi che quattro mesi fa i rappresentanti della maggioranza raggiungevano Palazzo Giustiniani passando dal tunnel, mentre oggi si fanno fotografare su twitter, direi che di passi in avanti se ne sono fatti parecchi… 

Gli accordi sulla giustizia e sulla riforma del lavoro sono stati confermati. Siamo alle buone intenzioni o c’è qualcosa di concreto?

I titoli sono molto interessanti, bisognerà vedere però come verranno riempiti perché il diavolo si nasconde nei dettagli. Se si scorrono i due comunicati infatti ci sono delle enunciazioni chiare in materia di lavoro, meno precise sulla giustizia e del tutto vaghe sul resto.
Un esempio: cosa significa fare la riforma delle intercettazioni “tenendo conto delle iniziative dei gruppi parlamentari”? Soltanto chi era presente può sapere se c’è già intesa di massima, su questo tema infatti la politica è rimasta bloccata per anni. Non solo, come sottolineava già Massimo Franco, in questa fase è facile trovare un accordo a un tavolo ristretto, ma è più complicato farlo con i rappresentanti dei gruppi parlamentari.

Per quale motivo?


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