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Politica

SCENARIO/ 1. La Grande Coalizione? La scorciatoia di Pd e Pdl per non decidere

Silvio Berlusconi, a margine del vertice del Partito popolare europeo tenutosi ieri, ha avvallato l’ipotesi di un governo di Grande coalizione per il 2013. Il commento di FRANCO BECHIS

Silvio Berlusconi (Infophoto)Silvio Berlusconi (Infophoto)

Fino a pochi mesi fa sarebbe stato impensabile, ma con l’avvento di Mario Monti molte cose sono cambiate. Ieri Silvio Berlusconi, rispondendo alle domande dei giornalisti a margine del vertice del Ppe, ha avallato l’ipotesi di una Grande Coalizione per il 2013. Un governo composto quindi da Pd, Pdl e Terzo Polo e guidato dall’attuale premier. Secondo alcuni commentatori, il Cavaliere ha lanciato così la sua candidatura al Quirinale, altri invece pensano che stia dando avvio alle procedure di scioglimento del Pdl, se non che si tratti dell’ennesimo diversivo. «Dubito che Berlusconi sogni realmente di diventare Presidente della Repubblica e ad ogni modo queste ipotetiche speranze rimarrebbero deluse - dice a IlSussidiario.net il vicedirettore di Libero, Franco Bechis -. A mio avviso, queste dichiarazioni partono da un altro dato politico: il marchio Pdl non ha più nessun tipo di appeal sul mercato elettorale. Alla luce di questo fatto, l’idea di lanciare un’Opa su tutti i moderati del Pd e del Terzo Polo può essere intrigante, anche se a mio avviso non può funzionare».

Per quale ragione?

Innanzitutto perché il problema non è soltanto quello di essere o non essere moderati. Bisogna anche confrontare le idee economiche e di organizzazione della società che si hanno. E, al di là dell’emergenza, sarebbero sicuramente diverse. In secondo luogo, il Pdl potrebbe anche avere una convenienza ad abbracciare un’ipotesi di questo tipo, mentre è più difficile capire cosa dovrebbe guadagnarci il Pd. Sta di fatto che i due partiti maggiori sono davanti a un bivio: sostenere Monti fino in fondo per poi doversi inventare una campagna elettorale senza alcun tipo di credibilità o proseguire con questo tipo di alleanza, tanto innaturale quanto logorante.

Paradossalmente l’accordo potrebbe nascere da due debolezze.

Non c’è dubbio che a fine corsa Pd e Pdl saranno a pezzi, ma questo non significa che sia possibile ipotizzare il partitone “Tutti uniti per l’Italia”. D’altra parte non credo neppure che ci sia ancora la possibilità di far cadere il governo. Pensiamo al Pdl: tutto ciò che avrebbe dovuto spingere verso una decisione di questo tipo è già accaduto, mentre tutto ciò che potrebbe avvenire adesso dovrebbero essere in continuità con il governo precedente. Togliamoci poi gli ultimi dubbi sul Quirinale: a mio avviso esiste già uno scenario naturale.

Quale?

Se l’80% delle forze presenti in Parlamento sostiene per un anno e mezzo una figura come quella di Mario Monti e la prima decisione che dovrà prendere il prossimo governo sarà proprio la scelta del futuro Capo dello Stato chi verrà indicato con ogni probabilità? Monti stesso, è lui il candidato naturale.

Ipotizzare una conferma di Napolitano?


COMMENTI
02/03/2012 - governare di questi tempi è rischioso (Fabrizio Terruzzi)

governare di questi tempi è rischioso, il Pasok in Grecia insegna: precipitato da oltre il 30% all'8% anche se le colpe della situazione non erano affatto sue. Quando si devono solo imporre sacrifici è molto più comodo lasciare fare a Monti o a chi per lui. Così ci si può godere i pingui rimborsi elettorali in santa pace, senza nulla rischiare. Se ne potrà riparlare quando ci saranno tesoretti da distribuire.