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Politica

LIBERALIZZAZIONI/ La Camera dà la fiducia, 449 sì. Ma mancano i fondi di copertura

La Camera vota la fiducia al decreto sulle liberalizzazioni con 449 sì. Ma viene denunciata la mancata copertura finanziaria di ben cinque articoli del decreto stesso

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Il decreto sul liberalizzazioni ottiene il voto di fiducia da parte della Camera dei deputati. Hanno infatti votato sì 449 onorevoli. I voti contrari sono stati 79 mentre gli astenuti sono stati 29. Una votazione eseguita in modo palese per appello nominale. Il governo aveva infatti chiesto il voto di fiducia sul decreto liberalizzazioni. Come si vede, nonostante l'apparente frattura del Pd dopo le decisioni relative all'articolo 18 e sulla riforma del lavoro, esiste ancora la maggioranza che sostiene il governo tecnico. Alla votazione ha assistito il capo del governo Mario Monti. Lungo e contorto è stato il percorso per arrivare a questo voto, dopo i tanti emendamenti espressi sul decreto stesso. Adesso però viene segnalato un nuovo problema, che renderebbe ardua la conversione in legge che deve essere fatta entro e non oltre questo sabato. Mancherebbe la copertura finanziaria per cinque misure contenute nel documento finale di conversione della legge. A far notare la questione l'Italia dei valori che ha comunicato al capo dello Stato il fatto: la mancanza di copertura di ben cinque articoli violerebbe l'articolo 81 della Costituzione. Ecco nel dettaglio quali sono i cinque articoli del decreto privi di fondi economici: la norma che prevede deroghe alle disposizioni in materia di permuta di beni del demanio e del patrimonio dello Stato; i provvedimenti che permettono alle amministrazioni pubbliche di saldare i propri debiti attraverso lo strumento della compensazione; la misura che aumenta di 40 unità il personale dell’Autorità per l’energia; le misure relative ai diritti aeroportuali, per i quali si rischia l’incertezza normativa con danni appunto per la finanza pubblica; concessioni aeroportuali, la norma che stabilisce il nuovo modello tariffario da applicare. Da parte loro Pd, Pdl e Terzo polo hanno chiesto sia approvato un decreto legge per cambiare le misure sulla nullità delle commissioni bancarie. Il testo impegna il governo a modificare le misure sulle commissioni presente nel decreto legge. Si chiede di emanare in tempi rapidi "e comunque tali da minimizzare gli effetti derivanti dall'entrata in vigore della disposizione di cui all'articolo 27-bis, un provvedimento finalizzato a coordinare la disciplina della citata disposizione con quanto già previsto dall'articolo I i 7-bis del decreto legislativo 10 settembre 1993, n.385".