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RIFORMA LAVORO/ 1. Polito: così Monti mette fine al potere di veto dei sindacati

I segretari delle tre principali sigle sindacali (Foto: Infophoto) I segretari delle tre principali sigle sindacali (Foto: Infophoto)

Credo che dipenda dalla grande valenza ideologica e simbolica con cui, purtroppo, l’articolo 18 è stato caricato in questi ultimi dieci anni. E anche dalla Fiom, vera “spina nel fianco” della Cgil, sempre più simile a una forza politica che a un sindacato. Se consideriamo infatti i lati positivi sottolineati prima credo che la Cgil potesse accettare le proposte di Monti. 

C’è poi da capire su chi andranno a pesare i costi della riforma.

È presto per dirlo, di certo però il sistema, una volta a regime, dovrà reggersi da solo. Lasciando da parte l’assistenza, infatti, i sistemi assicurativi dovranno essere in equilibrio. E tenendo conto che andrà in funzione nel 2017, bisognerà mettere in conto una spesa iniziale dello Stato di circa due miliardi e mezzo di euro.  

A livello politico la pressione a questo punto si sposterà tutta sul Partito Democratico?

A mio avviso il Pd proverà a far passare in Parlamento degli emendamenti sulla scia delle preoccupazioni della Cgil. Di sicuro però il voto a favore non è discussione, con l’eccezione di qualche singolo parlamentare democratico e magari di qualche “falco” del Pdl, scontento da queste mediazioni.
E non è detto che, incassato questo nuovo successo, il governo Monti non punti a un nuovo traguardo  ambizioso, quello della riforma della Giustizia…

 

(Carlo Melato)

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