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RIFORMA LAVORO/ 2. De Michelis: Monti, con la Cgil fai come Craxi nel 1985

Mario Monti (Infophoto) Mario Monti (Infophoto)

Fu così. Era la partita politica che si giocava tra il blocco cattocomunista da una parte e i riformisti dall'altra. Intendiamoci, nel blocco cattocomunista c'erano forze eterogenee, era un blocco composto anche da pezzi dell'industria privata, da pezzi dell'industria pubblica. Era un blocco trasversale. E' quello stesso blocco che poi ha segnato il mutamento politico italiano allinzio degli anni Novanta.

 

A questo punto, con la concertazione che va in soffitta cambia il quadro politico?

 

Direi proprio di sì. La rottura del blocco cattocomunista mi pare sotto gli occhi di tutti e magari l'Italia si avvia verso un tipo di politica che assomiglia a quella europea. La vera differenza che io vedo tra il 1984 e il 2012 è questa: nel 1984 fu il Pci a mortificare la Cgil, a richiamarla duramente all'ordine e a metterla in crisi; oggi, nel 2012, è la Cgil di Susanna Camusso, incapace di liberarsi dall'ideologia della Fiom, che mette in crisi i postcomunisti di Pierluigi Bersani.

 

Appunto, Bersani e il Pd. Come si comporteranno in Parlamento? Che ripercussioni ci saranno nel Pd?

 

Bersani è sotto pressione, o meglio nell'occhio del ciclone. Ha già l'Italia dei valori e il partito di Nichi Vendola che sono con la Cgil. Poi c'è la “pancia” del Pd che  difficilmente riuscirà a digerire un fatto del genere. Ma di certo Bersani non può votare contro il governo Monti. In questo caso c'è una differenza con la situazione dell'inizio d'anni Novanta, che è interessante valutare.

 

Quale, esattamente?

 

Quando cadde il comunismo sovietico e cominciarono gli anni Novanta, noi socialisti cercammo un collegamento con i “miglioristi” del Pci, mettendoli nelle nostre liste, coinvolgendoli al massimo in una prospettiva di autonomia socialista e riformista. In quell'occasione fu Giorgio Napolitano che non collaborò molto o comunque non concluse quel percorso che era in atto. Ma oggi, il Napolitano presidente della Repubblica  sta con il governo di Mario Monti e contro la linea della Cgil.

 

(Gianni Da Rold) 

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