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GOVERNO VS. CGIL/ Sacconi: Monti, il ddl ordinario è una presa in giro

Maurizio Sacconi (Infophoto) Maurizio Sacconi (Infophoto)

La regolazione del lavoro è un banco di prova importante per verificare se c’è la buona politica perché questa è a misura della persona, non è viziata da ideologie che comprimono la persona in una classe, in una razza, e la confondono e la collocano in termini subalterni ai propri diversi primati. Il primato è della persona, bisogna davvero mettere al centro la persona nel suo innato bisogno di esprimersi attraverso il lavoro, di concorrere alla comunità attraverso il lavoro, di esprimersi nella famiglia, nell’impresa, nella comunità familiare e in quella del territorio prima e nazionale dopo. E quindi bisogna accingersi a riformare il lavoro in questi termini, senza ostentare trofei ideologici. La buona politica deve essere semplice, perché la persona è semplice nei suoi desideri e nei suoi bisogni.

 

Nel rapporto comunità-territorio, il lavoro non è forse quel pretesto utile per respingere un po’ di frammentazione a livello locale?

 

Il territorio deve farsi comunità per includere, per soccorrere la persona quando è costretta a transitare da un posto di lavoro all’altro o dalla scuola al lavoro. Per farsi comunità, il territorio deve favorire l’integrazione degli attori pubblici e di quelli privati, del privato sociale e degli attori collettivi. Il mercato del lavoro deve essere ancora infrastrutturato: ciò significa avere efficienti servizi pubblici - penso ai Centri per l’Impiego che raramente lo sono - ma occorre che davvero gli attori si pongano in rete tra di loro e che le parti sociali accettino di concorrere a governare il mercato del lavoro.

 

Può spiegarci meglio questo punto?

 

Penso a organismi bilaterali in sussidiarietà, organizzati e gestiti dalle maggiori organizzazioni dei lavoratori e degli imprenditori, per condividere insieme tra loro e con le istituzioni pubbliche le fatiche del collocamento e del ricollocamento, e per indirizzare la buona formazione che renda più occupabili le persone e non le faccia sentire sole, dando più sicurezza ai lavoratori in un mercato inesorabilmente mobile.

 

(Giuseppe Sabella) 

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COMMENTI
24/03/2012 - Qualche domandina al sig. Giustizia Popolare (Alessandro Costa)

Ma secondo lei il mercato "inesorabilmente mobile" è creatura di Sacconi e di chi fa le leggi per regolamentarlo?... Il dramma di un 50enne senza lavoro è imputabile a chi si occupa di regolare il mercato?

 
23/03/2012 - Qualche domandina a Sacconi (Mariano Belli)

Non ho ancora capito come potrà sopravvivere un ultra50enne in un mercato del lavoro "inesorabilmente mobile", dato che la famosa "flexsecurity in stile danese" erano solo chiacchiere, dato che al territorio sono state tolte risorse vitali, dato che formazione zero, dato che non li vuole nessuno. Queste persone, e le relative famiglie, non hanno diritto a vivere? Dove sono finiti i valori cristiani con cui vi sciacquate la bocca quando si tratta di cercare voti?