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LEGGE ELETTORALE/ 1. Franchi: l'accordo? Un "patto" per non sparire

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La legislatura è iniziata con l’ambizione, oltre che bipolare, bipartitica. Il fatto che con i due partiti maggiori, Pdl e Pd, si fossero alleati la Lega e l’Idv aveva rappresentato una sorta di eccezione. La legge elettorale attuale aveva senso allora. Oggi, in una situazione in cui ciascuno dei partiti maggiori è in forte difficoltà, una legge che sovrastima in tal modo le formazioni politiche più rilevanti rappresenta un non senso. E non sarebbe più accettato dall’opinione pubblica.

Cosa potrebbe accadere nella peggiore delle ipotesi?

Immagini di andare a votare dopo un anno e mezzo di governo tecnico chiamato per gestire una profonda crisi economica, dove maggioranza e opposizione sono state messe in mora ma, alla fine, pur scalpitando l’hanno sostenuto; ebbene, se in questo periodo di tempo non fossero state in grado di porre rimedio neppure a quei problemi che in parte hanno determinato l’ingovernabilità del Paese né di varare una legge elettorale decente, il distacco dei cittadini dalla politica diventerebbe irreversibile.

Quindi?

Non andrebbero a votare o darebbero i propri voti alle formazioni estremiste.

Crede che l’avvertimento di Monti rispetto alla possibilità di lasciare l’incarico possa aver accelerato il processo di collaborazione?

Credo che qualche nesso ci sia. Si è trattato di un avvertimento. Come dire: “nelle condizioni in cui siete messi vi mettere pure a litigare? Allora, me ne vado”.

Perché, ieri, non si è parlato della riforma del mercato del lavoro, altro tema caldo del momento?

Il Pd ha fatto della questione dell’articolo 18 una questione di vita e di morte, sulla quale ha costituito un’unità fittizia nel corso della direzione nazionale; il Pdl dal canto suo, se si dovesse accontentare il Pd sulla disciplina dei licenziamenti, avanzerebbe una serie di rivendicazioni compensatorie. L’Udc, infine, qualunque cosa il governo faccia, gli va bene. Ecco: per ciascuno, un passo indietro o un passo avanti sarebbe svantaggioso, potrebbe comportare una significativa emorragia di voti. Pertanto, è probabile che si è preferito, al momento, non toccare l’argomento. 

 

(Paolo Nessi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
28/03/2012 - no ai ricatti dei piccoli (francesco taddei)

il modello elettorale che ha garantito stabilità e governabilità in italia è la legge elettorale regionale. il porcellum cercava (con molti errori) di ricalcare quella legge. non sarebbe meglio guardare le cose che già funzionano invece che vagheggiare accordi di dubbia efficacia?