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LEGGE ELETTORALE/ 2. Ceccanti: il mio proporzionale ci salverà dagli estremisti

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In un sistema basato sui partiti, l’indicazione del candidato premier è implicita nel sistema stesso; ovvero, il presidente del Consiglio sarà il segretario del partito vincente.

Come giudica, invece, la riduzione del numero di Parlamentari?

Il numero attuale è un lascito di quando ancora non c’era l’Unione europea e le Regioni avevano un ruolo minore. E’, quindi, sproporzionato. Trovo giusta la sforbiciata. 

Ci sono degli elementi di cui, secondo lei, si poteva fare a meno?

Il diritto di tribuna. E’ un premio di consolazione che nei sistemi proporzionali, semplicemente, non c’è. Chi supera la soglia di sbarramento è dentro, chi non la supera fuori.  

Crede che la legge durerà per più di una legislatura?

Spero che stabilizzi definitivamente il sistema.

Potrebbe preludere a un nuovo governo tecnico o di larghe intese?

Benché l’ipotesi preferibile è che un partito vinca inequivocabilmente le elezioni, il sistema non deve escludere queste possibilità.

Questa volta si andrà fino in fondo o prevarrà il fronte che intende mantenere il Porcellum, magari introducendo la variabile delle preferenze?

Se dovessimo tenerci l’attuale sistema, avremmo una coalizione pre-elettorale che vincerebbe le elezioni, durerebbe sei mesi dopo i quali saremmo costretti ad un nuovo governo tecnico.

A proposito di preferenze: ieri era circolata la notizia secondo la quale sarebbero state reintrodotte in ogni caso. Poi, un comunicato stampa del Pd ha fatto sapere che l’informazione è destituita di fondamento.

Infatti, il sistema prevederà metà degli eletti in collegi uninominali e metà su liste corte, come normalmente accade negli altri Paesi europei. L’elettore avrà davanti a sé una scheda in cui darà un unico voto che varrà per il candidato nel collegio uninominale a cui sarà associata una lista corta di tre o quattro nomi.

In sostanza, quindi, hanno preso in considerazione il Ceccantum

Si tratta dello schema sul quale si era lavorato con Vassallo nel 2007. La trattativa è ripresa da lì, da dove si era interrotta. Diciamo che è stato scelto il sistema tedesco con correzioni spagnole.

(Paolo Nessi)

 

 

 

 

 



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COMMENTI
29/03/2012 - Craxi come Bossi (Daniele Scrignaro)

Anche nella Prima Repubblica, quando il sistema era proporzionale e la Dc era spesso partito di (ampia) maggioranza relativa, i governi duravano poco – pochissimo – e il bello e cattivo tempo non di rado era appannaggio di un gregario. In questo Ventennio è stato Bossi; allora – uno per tutti –, Craxi (pure rimo ministro). Non sono cultore di sistemi elettorali, quindi non azzardo proposte. Ma che il problema della governabilità non sia il sistema sono sicuro, perché basta guardare la storia.