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SCENARIO/ Sapelli: bene il proporzionale, basta con gli "uomini della Provvidenza"

Pubblicazione:giovedì 29 marzo 2012 - Ultimo aggiornamento:giovedì 29 marzo 2012, 11.58

Mario Monti con Silvio Berlusconi (Infophoto) Mario Monti con Silvio Berlusconi (Infophoto)

Francamente la ripresa dei partiti non la vedo, noto piuttosto un grave crollo di legittimazione del governo dei tecnici. Basta vedere la riforma del lavoro per accorgersene. Non c’è alcuna perizia tecnica, ma una grande confusione che potrebbe generare una miriade di ricorsi. 
Non solo, al di là delle infelici battute su Giulio Andreotti, c’è un equivoco di fondo: la politica è l’arte della mediazione, non della decisione. I politici dovrebbero impararlo, visto che i tecnici non lo sanno. C’è comunque da augurarsi una ripresa della politica, al più presto. 

Per quale motivo?

Il solo fatto che un governo di tecnici abbia pensato che il sistema della piccole e medie imprese potesse sostenere il peso di una nuova assicurazione sociale, quando i nostri piccoli imprenditori lottano ogni giorno per rimanere in vita, dimostra che chi ci governa non conosce questo Paese. Lo stesso si potrebbe dire per quanto hanno deciso di fare alle speranze di chi era nato nel 1952. 
Probabilmente questi professori non vivono in Italia, ma nelle grandi università nordamericane, segno massimo di provincialismo. Speriamo che la politica torni al proprio posto. Le vacanze sono finite…

(Carlo Melato) 



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COMMENTI
30/03/2012 - La piazza – seconda parte (Daniele Scrignaro)

… che sia tramite di quell’essere “cointeressati in una comunione di beni” (koinonoi). E con una modalità che consenta di interagire secondo le disponibilità di ognuno di orario, di tempo da dedicare, di interesse. Per quanto concerne la tecnica (chiarito quanto sta prima) e se assodato, per esempio, che le sezioni di partito della Prima Repubblica presupponevano ritmi, delle giornate dei partecipanti, regolari e diffusi che non sono riscontrabili ora, ancora una volta il “molta osservazione e poco ragionamento” di Alexis Carrel può aiutare. Uno strumento che di fatto si è mostrato capace di aggregare molte persone, anche tipi umani diversi e in contesti diversi (es. elezione di Obama, Primavera araba, persecuzione in Tibet – fino a convincere al “pensiero del Papa su Twitter”) è il network. Non a ruota libera come nei forum o social-network usuali, andrebbe formulata una netiquette specifica, questa sì che ricalchi modi sperimentati della vita di sezione (servono ad es. garanzia sull’identità del partecipante, riassunto periodico della discussione, votazione dei contributi e per l’avvio di nuovi topic). Non può sostituire “la forza aggregante”; forse, sgombrare il campo dall’alibi di deleghe al buio fino al termine del mandato (l’alibi agli elettori per scontate e infeconde lamentazioni, agli eletti per non rendere conto e fare ‘casta’).

 
30/03/2012 - La piazza – prima parte (Daniele Scrignaro)

Condivido che la politica sia un “mestiere” – non una vocazione o una missione, almeno, non più di quanto lo sia un altro lavoro – e non conosco attività lavorativa in cui il problema principale sia quello tecnico di cui, nel caso in questione, il sistema elettorale è una componente determinante. Credo che non esista il sistema ideale: come dicevo nel commento dell’altro giorno al senatore Ceccanti, nel maggioritario c’è stato Bossi a fare il bello e il cattivo tempo, ma nel proporzionale precedente, tra i tanti, Craxi ha potuto dire (e fare) la sua. Invece, certamente, più che alchimie e analisi ‘dietrologiche’, “servirebbero meccanismi capaci di includere nelle procedure parlamentari e nella democrazia le masse [!?], non di escluderle”, come più volte ha anche ricordato il cardinale Scola, “ai fedeli laici cristiani tocca partecipare a questo compito sociale e politico in maniera molto più pronunciata di quanto non sia avvenuto in questi ultimi venticinque anni”. Almeno quanto i manifesti e i programmi, serve un metodo per la condivisione e la comunicazione. Un luogo per un rapporto eletti-elettori sistematico e critico, sia come sviluppo dei giudizi e valutazione degli obbiettivi, sia come crescita della conoscenza e coscienza civile; che sia anche canale agile del disagio di comportamenti, pronunciamenti e silenzi contrari – per quanto mi riguarda – alla Dottrina sociale che hanno ingenerato sconcerto. Un luogo ...