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SCENARIO/ Folli: tre ipotesi sul futuro di Monti

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Mario Monti (Infophoto)  Mario Monti (Infophoto)

Dopo il “grande scontro” tra politici e tecnici è toccato ai pompieri darsi da fare. Le parole di Monti sul calo di consenso dei partiti? «Una tempesta in un bicchiere d'acqua», secondo il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini. «Si sono amplificati equivoci che rientreranno rapidamente», ha commentato su twitter il montiano Enrico Letta (Pd). Ma la polemica tra il Presidente del Consiglio e le forze che siedono in Parlamento è davvero da archiviare? «Diciamo che dietro a questi fatti – spiega Stefano Folli a IlSussidiario.net – c’è sempre una genesi complessa. Non sono fuochi d’artificio che esplodono all’improvviso, senza poi lasciare traccia. Se certe cose accadono è perché alla base ci sono delle ragioni profonde».

E secondo lei quali sono?

Da un lato mi pare che si sia manifestata una certa insofferenza del premier di fronte ai tatticismi e alle furbizie delle forze politiche. E il Presidente del Consiglio, in un modo anche inusuale, ha voluto dar voce a questo malessere.
Detto questo, bisognerebbe capire se c’era un obiettivo preciso perché chi guida un governo, a mio avviso, non dovrebbe dimostrarsi irritato, a meno che non voglia raggiungere uno scopo.
In questo caso, lo ha fatto per indurre i partiti a comportamenti più responsabili sull’art. 18? Non avrebbe molto senso. Avendo concesso il disegno di legge sulla riforma del mercato del lavoro bisognerebbe almeno aspettare che si sviluppi un approfondimento parlamentare. Se invece voleva mettere i partiti con le spalle al muro avrebbe potuto scegliere la strada del decreto.

La dichiarazione del premier quindi non l’ha convinta?

Francamente l’ho trovata intempestiva. Certo, si può giustificare con lo stress a cui il governo è sottoposto. La “luna di miele” dei primi mesi infatti è finita e il compito è sempre più difficile, anche se fino ad ora è stato svolto molto bene. Oppure c’è una terza ipotesi.

Quale?

Dietro a quelle parole potrebbe esserci una logica politica. Nonostante le smentite di questi mesi, Mario Monti potrebbe infatti prepararsi un ruolo in questo senso. D’altronde il capo del governo gode di un grande consenso e ha voluto ricordarlo a tutti. Potrebbe essere un segnale.

Ipotizzare uno scenario di questo tipo non è più fantapolitica?

Innanzitutto, bisogna dire che l’attuale assetto può durare fino al 2013. Dopodiché, in ogni caso, dovrà esserci un salto di qualità. E non si può escludere che a quel punto ci sia un’ampia presa d’atto di un fatto: questo esecutivo ha modificato i termini della politica tradizionale ed è il caso di continuare, plasmando questo tipo di governo in una forma più politica. Chiaramente, alla luce di questa, che per ora resta solo un’ipotesi, le parole del Presidente del Consiglio assumono un significato molto diverso.

Nel frattempo, ha notato una ripresa d’iniziativa da parte dei partiti, a cominciare dalla legge elettorale?



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