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IL PALAZZO/ Fioroni (Pd): Monti, sui licenziamenti rischi grosso

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Beppe Fioroni (Infophoto)  Beppe Fioroni (Infophoto)

Per fare quanto ho detto è sufficiente un mese, ma è decisivo il clima che si crea. La responsabilità della politica è anche figlia infatti di quella dell’esecutivo e del mondo sociale. Se qualcuno vuole un braccio di ferro tra i falchi delle opposte fazioni sappia comunque che si corrono due gravi rischi: una legge peggiore di quella attuale e un’instabilità di governo molto pericolosa per il Paese.  

Lei prima invitava i tecnici a non considerare questa fase una normalità. Su questo il premier non è stato esplicito?


Sì, a mio avviso però una cosa dev’essere chiara a tutti: dopo il 2013, il governo, a prescindere da chi lo guiderà, non potrà che essere politico. 
Non potremo dire agli italiani che governeremo insieme ancora una volta per emergenza, o per furbizia. Chi sarà chiamato a farlo dovrà governare per scelta, condividendo un progetto e dei valori con i propri alleati. 

La legge elettorale che è stata ipotizzata secondo lei va in questo senso?

A mio avviso sì, ma anche in questo caso è necessaria una premessa. Ciascuno di noi deve entrare nell’ordine di idee che il Porcellum va levato di mezzo. Questo però comporta anche che si rinuncia alla legge “perfetta” che ognuno ha in testa. 

Cosa significa?

Basta dare un occhio alla bagarre che si è vista oggi sui giornali, in cui tutti si dicono alla ricerca del “meglio”. Nella migliore tradizione italiana questo in realtà sta a significare che in molti stanno provando a soffocare il “bene” possibile.  
Per fare un passo in avanti insieme  però ciascuno deve fare delle rinunce. Non farle, dicendo di voler ottenere la migliore delle leggi possibili, non è altro che il massimo della conservazione. 

(Carlo Melato)



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