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RIFORME/ Violante: meno parlamentari e premier forte, ecco la nostra proposta

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La prima ipotesi prevede che siano i presidenti delle Camere ad attribuire i disegni di legge all’una o all’altra Aula; la seconda che le competenze esclusive dello Stato, previste dal II comma dell’articolo 117 della Costituzione, siano attribuite in prima lettura alla Camera, mentre quelle delle Regioni, previste dal III comma, siano attribuite al Senato. Fermo restando il potere di richiamo. 

Ovvero?

Il ramo del Parlamento che non ha esaminato il provvedimento può chiedere di farlo se l’istanza proviene da almeno un terzo dei suoi membri.

La vostra bozza è la principale?

Decideranno i segretari di partito e i gruppi parlamentari il da farsi. Ma, attualmente, è l’unica.

Quando verrà votata?

Se i partiti si accordano, si può iniziare entro marzo la discussione, per avere entro giugno il voto al Senato ed entro i primi di agosto il voto alla Camera.

Crede che incontrerete degli intoppi su questo cammino?

Le dichiarazioni d’intenti sono positive. Occorrerà vedere, nella pratica, cosa succede. 

Il governo non sembra intenzionato a metterci becco
.

Certo. I gruppi parlamentari e i partiti hanno dato mandato al governo di interessarsi delle questioni economico-finanziarie mentre il Parlamento si occuperà di quelle istituzionali.

(Paolo Nessi)



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