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BOSSI/ Monti rischia la vita, il Nord lo farà fuori. La frase shock (video)

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Umberto Bossi non ci va leggero. Una frase shock riferita al capo del governo Mario Monti, una delle solite uscite del leader della Lega che ci ha abituati a certe espressioni? Sembra di sì, infatti il senatùr ha subito corretto il tiro, dopo le inevitabili proteste di molti leader politici. Bossi si trovava ieri a Piacenza per un comizio e ad alcune domande dei giornalisti che lo aspettavano se ne è uscito con un: Mario Monti rischia la vita perché il nord lo farà fuori. A questa frase, parlando poi di Monti e Berlusconi, ha aggiunto: "Uno gratta e l'altro tiene il palo". A proposito di Berlusconi, Bossi ha anche detto che teme che l'alleanza con il Pdl non ci sarà più, visti i pasticci che sta creando l'ex capo del governo. Immediate le repliche di diversi esponenti poilitici. Massimo Donadi, capogruppo Idv alla Camera la frase di Bossi equivale a quella di un terrorista, Per Nichi Vendola, si tratta di un linguaggi inaccettabile in un consesso civile: "Bisogna smetterla di considerare folklore l'uso di un linguaggio violento e intollerante da parte del leader leghista". Pierferdinando Casini ha invece preferito commentare su Twitter: "Dopo le minacce di stasera a Monti bisogna veramente consigliare a Bossi un piccolo periodo di riposo!". Infine Francesco Boccia del Pd che dice che Umberto Bossi è incapace di intendere e di volere. Visto quanto stava succedendo, il leader della Lega ha fatto una sorta di dietrofront dicendo che è Monti che minaccia di morte noi, non io. Ha voluto spiegare che Monti per il popolo della Padania non è ben visto perché porta povertà e anche la mafia. "I giornalisti travisano, non si smentiscono mai quelle teste di legno" è stato il suo commento conclusivo sull'episodio. Nel corso del suo comizio poi il senatore ha obiettato contro la proposta di rendere obbligatorio a scuola l'inno di Mameli, dicendo di sperare che non lo debbano cantare i suoi figli. Si tratta di una proposta di provvedimento presentata da Paola Frassinetti del Pdl alla commissione cultura della Camera con, dice il provvedimento, l'intento di far imparare il senso dell'inno che ha numerosi riferimenti storici. Tutti i gruppi politici della Camera si trovano d'accordo sul provvedimento, ovviamente non la Lega, provvedimento che fa riferimento a una precedente proposta del 2009 da parte del Pd e un'altra sempre del Pdl del febbraio 2011. Per l'anno scolastico 2012-13 ogni ordine di scuola e grado dovrebbe da re vita percorsi didattici per riflettere sugli eventi e il significato del Risorgimento, dunque anch e imparare a memoria l'inno italiano. La Lega si dichiara contro: nel 2008 Bossi parlando proprio dell'inno d'Italia e facendo riferimento alla frase "schiava di Roma" aveva mostrato il dito medio dicendo che non bisogna più essere schiavi di Roma.


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