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Politica

SCENARIO/ Sardo (L’Unità): Bersani, queste primarie sono la nostra morte

Pier Luigi Bersani (Infophoto)Pier Luigi Bersani (Infophoto)

Uno degli aspetti più singolari è che, se si lasciano come sono, anche gli elettori di centrodestra possono votare e incidere sulle scelte e sulle prospettive del centrosinistra.
Non solo, si lascia a chi perde le primarie un potere di ricatto enorme, dato che candidandosi ugualmente è possibile scavalcare il risultato e dividere il proprio campo. Cosa che non potrebbe accadere all’interno di un partito, nel quale esistono regole e meccanismi di disciplina consolidati. Ma soprattutto: decidere con chi ci si vuole alleare attraverso delle primarie di coalizione è davvero un controsenso.

Lei prima diceva che il Partito Democratico vuole continuare a proporsi come una delle due alternative. La prospettiva della Grande Coalizione dopo il 2013 è da scartare?

A mio avviso occorre superare il maggioritario di coalizione, che ha dimostrato tutti i suoi limiti, con un sistema tedesco, bipolare, ma fondato su base proporzionale.
Per quanto riguarda la Grande Coalizione sono convinto che diventerà la nuova politica di Berlusconi, dato che è consapevole del fatto che perderebbe le elezioni. Temo però che anche il Centro sposi questa linea. Sarebbe un grave errore.

Per quale motivo?

Se il Pd si trovasse da solo a sostenere la necessità di una competizione andrebbe in grande difficoltà. Il Terzo Polo, però, non deve rovinare il servizio che ha reso al Paese, lavorando per la nascita del governo Monti.
Capisco che la tentazione di protrarre una democrazia non competitiva per ragioni tattiche sia molto forte. Ma deve avere la forza di dimostrare che il modello tedesco di cui parla da anni sia davvero migliore e che non produca una situazione di “stallo”, ma una democrazia competitiva e virtuosa. Altrimenti avrebbero ragione quelli che sostengono che l’unico schema che ci ha dato l’alternanza è stato quello fondato sul Mattarellum e sul Porcellum.

Il Centro dovrà quindi scegliere da che parte stare?

Non deve certo rinunciare alla sua autonomia politica, ma contribuire a comporre una coalizione di governo, chiedendo delle contropartite e battendosi per ciò in cui crede.
In quel caso potrà negoziare un accordo di coalizione e di legislatura, con il Pd o con il Pdl. Ovviamente mi auguro con il Pd…

(Carlo Melato)

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COMMENTI
06/03/2012 - Trasecolo, cado dalle nubbbi (Alberto Consorteria)

Ma da quando "le segreterie" dovrebbero produrre il candidato vincente? Perché viene analizzato come un problema qualcosa che un problema non è? Sbaglia, se mai, il PD a puntare su un nome del partito contro nomi della gente: basta endorcement, corsa libera. Ma cosa voleva sardo o il PD? Che Pisapia non vincesse le primarie così perdevano ancora a Milano? è una questione di orgoglio? Che concetto bizantino... il "candidato delle segreterie"... vien voglia di non votarli anche solo per il fatto di rappresentare gente di apparato piuttosto che politici.