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SCENARIO/ 1. Formigoni: Alfano scarica la Lega? No, è Bossi che ha "rotto"

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Angelino Alfano (Infophoto)  Angelino Alfano (Infophoto)

«Le elezioni amministrative saranno i titoli di coda di un film che sta per chiudersi». Questa l’immagine usata da Angelino Alfano, nell’intervista pubblicata oggi dal settimanale Chi, per descrivere lo stato dei rapporti tra il Pdl e la Lega. L’asse del Nord sembra ormai sepolto, «anche se – aggiunge il segretario del Popolo della Libertà – nutriamo ancora qualche speranza».   
«Le parole di Alfano non vanno fraintese – spiega a IlSussidiario.net il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni –. La sua infatti è una constatazione, non un auspicio. Il Carroccio insiste nel voler andare da solo alle prossime elezioni amministrative. Noi riteniamo però che questo sia un grave errore. Il compito di un partito infatti non è solo quello di portare a casa i voti dei propri elettori, ma anche quello di offrirgli la possibilità di vincere. E dividere il fronte del centrodestra significa consegnare molte amministrazioni alla sconfitta».

Anche sulla base dei sondaggi a vostra disposizione per il Pdl questa tornata si annuncia come un “dazio altissimo” da pagare per il sostegno al governo Monti?

L’Italia ormai è un paese bipolare: o vince il centrodestra o vince il centrosinistra. E se ci dovessimo presentare divisi, i nostri elettori rischierebbero di perdere la fiducia e di disertare le urne, sapendo che non c’è possibilità di vittoria.
Per questo mi auguro, e continuerò ad augurarmi fino all’ultimo momento, che la Lega torni sui suoi passi. D’altronde molti dei comuni del Nord che sono in gioco ci hanno visto governare bene insieme.
Detto questo, anche da soli garantiremo la presenza dei moderati.

Cosa intende dire?

Che saremo comunque in campo e ci impegneremo ancora di più per trovare dei candidati forti e credibili. A Como, ad esempio, abbiamo fatto le primarie a cui hanno partecipato con entusiasmo migliaia di cittadini. Hanno scelto un volto nuovo, una donna che non viene da precedenti esperienze di partito.
L’impegno da parte nostra quindi non viene meno e l’alleanza resta aperta a tutto il campo moderato. Chi dovesse scegliere di dividerlo con un atto autolesionista se ne dovrà assumere la responsabilità.

Le porte del Pdl restano quindi aperte sia alla Lega che all’Udc? Su questo c’è sintonia al vostro interno?

Assolutamente sì. Ne ho parlato settimana scorsa con Alfano e con gli altri responsabili di partito. Come le dicevo il nostro auspicio è innanzitutto quello di confermare l’alleanza con la Lega, con la speranza che l’Udc (ed eventualmente il Terzo Polo) si unisca a noi.

Umberto Bossi però, fino a qualche settimana fa, minacciava di far cadere la Lombardia.

Guardi, la polemica è assolutamente rientrata. Bossi e gli altri dirigenti leghisti hanno chiarito che non c’è nessuna intenzione di rompere la maggioranza in Regione, riconoscendo i risultati molto positivi che stiamo portando a casa.
La collaborazione quindi continuerà, non solo in Lombardia, ma in tutte le amministrazioni in cui siamo al governo insieme: in Veneto, in Piemonte e in moltissimi comuni.
D’altra parte si tratta di un dovere. Ci siamo presentati davanti agli elettori con un programma e dobbiamo rispettare gli impegni presi.

Guardando verso il centro, rimane aperto il cantiere per costruire la sezione italiana del Partito popolare europeo? 


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COMMENTI
07/03/2012 - Nel PdL Formigoni è purtroppo irrilevante (Giuseppe Crippa)

Colgo accenti nuovi nella disponibilità di Formigoni a costruire una sezione italiana del PPE mettendo in discussione l'identità stessa (il nome) del PdL e credo anche la sua natura di partito monocratico: peccato che la sua posizione sia del tutto minoritaria e che Alfano stesso non sia per niente disposto a rimettere in gioco l'investitura piovutagli sul capo. Parlando di alleanze in Lombardia, poi, dimentica che è stata la Lega, che adesso ha ben altri problemi, a rifiutare ogni dialogo con l'UdC... In questo momento Formigoni farebbe bene a concentrarsi sul suo ruolo di amministratore trascurando i problemi del partito e delle alleanze nella risoluzione dei quali il suo peso è purtroppo trascurabile.

 
07/03/2012 - fatti avanti (francesco taddei)

credo che formigoni sia l'unico (e l'ultimo) argine del pdl. sul ppe italiano ho molti dubbi perchè gli italiani "democratici" accettano troppo passivamente le direttive di bruxelles, vagheggiando un superstato senza identità popolari.