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SCENARIO/ 1. Lega e No Tav, le carte per il "secondo tempo" di Monti

Pubblicazione:giovedì 8 marzo 2012

Mario Monti (Infophoto) Mario Monti (Infophoto)

Monti non si ricandiderà affatto. Monti è molto più ambizioso. Aspetterà una “chiamata”, una seconda “chiamata”. Del resto, nella scomposizione del quadro politico, con un anno ancora da percorrere, il governo Monti sta rappresentando un autentico acceleratore di un ricambio politico complessivo. La stessa Udc che cosa potrà riservarsi? Potrà rivendicare di aver visto meglio degli altri, ma non potrà rivendicare qualcosa di più. Poi c’è ormai la consapevolezza che non è più tempo di “ammucchiate”, coalizioni a destra o a sinistra. In questa situazione andare con la Lega Nord è un peso, significa tenere conto di una posizione di retroguardia, Così come nel centrosinistra è impossibile trovare alleanze con i “No Tav”. Come fai ad andare in Europa in simili condizioni? I mercati ti fanno a pezzi nel giro di poco tempo.

 

Ci sono anche nervosismi e contrapposizioni all’interno degli stessi partiti. Nel Pdl Berlusconi si ritaglia il ruolo di “padre nobile”, ma poi deve rinunciare a un “Porta a porta” per l’opposizione che gli è venuta probabilmente dall’interno del suo partito.

 

Beh, ma in questo caso Silvio Berlusconi dimostra di essere poco lucido. Non può nello stesso tempo rimarcare il ruolo di Angelino Alfano e poi limitarlo intervenendo in prima persona. È una scena abbastanza surreale quella che si è verificata per la trasmissione di Bruno Vespa, con una convocazione in studio alle nove di mattina, per poi fare saltare tutto. È probabile che Alfano abbia fatto intervenire il partito in una situazione come questa. A questo punto, Alfano sembra diventato l’alibi per mettere Berlusconi con le spalle al muro sia da parte degli amici che da parte dei suoi avversari.

 

C’è un altro fatto che occorre ricordare. La non partecipazione dichiarata di Alfano al vertice di maggioranza con Monti, Bersani e Casini. Può avere un significato questo fatto?

 

Tutto questo non pregiudica i rapporti tra il Pdl e Monti, tra Alfano e Monti, tra lo stesso Berlusconi e il governo Monti. Non ci saranno contraccolpi. Il problema è che Alfano è stato con tutta probabilità bloccato dal suo partito, da diversi parlamentari che temevano una trappola su questo vertice. Scopo dell’incontro infatti erano i problemi della Rai e della giustizia. E questo significa allargare il perimetro dell’intervento di Monti, il cui governo è nato per dare una risposta alla crisi economica.

 

(Gianluigi Da Rold)



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