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SCENARIO/ 2. Ferrara: caro Alfano, ha ragione Berlusconi, il Pdl va sciolto

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Giuliano Ferrara (Imagoeconomica)  Giuliano Ferrara (Imagoeconomica)

I partiti hanno una loro logica e un istinto di sopravvivenza che, da realista politico, rispetto. Detto questo mi sembra evidente che il Pdl, molto più del Pd, sia stato costruito a immagine e somiglianza del suo leader e fondatore. Questo partito deve prendere atto dell’esigenza di superare se stesso. D’altra parte, già il Popolo della Libertà fu il superamento, in groppa a un predellino, di Forza Italia e An, due partiti in inventati dal berlusconismo.

Ci sono delle componenti che però si stanno già attrezzando per allargare il partito e costruire la sezione italiana del Ppe.

È un tentativo che va nella stessa direzione, ma che secondo me ha una prospettiva molto ristretta. Può addirittura sembrare un’evoluzione naturale del Pdl.
Serve invece qualcosa di più ambizioso, al di là del nome che verrà scelto. L’importante è che imponga alla sinistra, questo è il punto, di fare la stessa cosa.
È davvero immaginabile che a un cartello di moderati che non preveda Berlusconi come presidente del Consiglio possa contrapporsi un’alleanza rancorosa tra Bersani, Vendola e Di Pietro? Direi proprio di no.

Fuori da questo schema ci sarebbe anche la Lega?

Purtroppo si è messa fuori da sola a causa di un’illusione elettoralistica che non condivido. Mi dispiace perché il Carroccio in passato ha saputo unire l’intuito strategico e profetico di Bossi, oggi in grande difficoltà, alla grande esperienza di governo di Roberto Maroni.

E secondo lei quali saranno gli ostacoli e gli oppositori più agguerriti a questo progetto politico?

Vedo uno Scalfari molto in difficoltà. Lui vorrebbe rendere eterno lo schema Monti, inteso però come il governo degli “ottimati”. Nella sua visione è il Presidente della Repubblica che deve comporre i governi, i ministri non dovrebbero rispondere ai partiti, a cui spetterebbe soltanto il voto in Parlamento. Un’idea piuttosto ottocentesca.  


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COMMENTI
08/03/2012 - massima (LUISA TAVECCHIA)

'' Quando lo spirito dei giovani si raffredda, l'umanità batte i denti'' G. Bernanos ciaoooo luisa

 
08/03/2012 - Risveglio dei partiti (maria schepis)

Dopo questa "sospensione di democrazia"appoggiata dai partiti,perchè ad essa tornava comoda,dopo che questo governo sta facendo il possibile per farci restare al passo con l'Europa costringendo,ancora una volta,gli italiani medi a fare sacrifici da lacrime(vere) e sangue,i partiti stanno incominciando a svegliarsi dal lungo sonno della ragione e stanno cercano nuovi posizionamenti.Credo,però che non abbiano capito che se non staranno attenti a cogliere i bisogni assoluti degli italiani avranno poco in cui sperare.Le riforme dell'ultimo esecutivo sono state e sono affrettate e inique.In questo contesto la possibilità di dare al Paese ciò di cui necessita,cioè lavoro,sviluppo e dignità non lo ritengo possibile.Tutti auspichiamo un ritorno ad un governo espressione di un Paese e non di un'oligarchia finanziaria.Al'Italia servono competenze ,che certo non mancano agli attuali governanti, ma anche conoscenza del paese reale.Di fronte ad ingiustizie esagerate,vedi pensioni,la risposta è stata il silenzio.Se i partiti, in questi pochi mesi che ci separano dalle'elezioni,non imparano a conoscere tasche e cuore degli italiani,gli allineamenti ,le posizioni e le furberie varie serviranno a ben poco.Vogliamo una classe dirigente capace,onesta e consapevole di cosa significhi guidare un Paese.Occorrono uomini nuovi,speranzosi,decisi,forse visionari ma che sappiano tirare l'Italia fuori dal guado.Giochi e giochini di partito sanno di vecchio,servono intelligenza e progettualità.

 
08/03/2012 - Un commento e (forse) un contributo (Salini Rossano)

Le “buone intenzioni dei riformismi di destra e di sinistra”, con la proposta qui discussa da Ferrara, potrebbero finalmente occupare il centro del dibattito e dell’azione politica. Accadrà? Sono in tanti (e da non poco tempo) a sperarlo. Sarebbe una rivoluzione culturale, oltre che politica. Resta solo da spremere un po’ il cervello per un nome più accattivante (“tutti per l’Italia” lascia un po’ a desiderare), ma soprattutto per un simbolo che non sia quel connubio fra un bersaglio per freccette e un’allegoria della Patria, di ottocentesca e indigesta memoria. Due post scriptum. Primo: per me l’espressione “liberi e forti” di Sturzo rimane insuperabile, e va benissimo (non so se così o rimaneggiata) anche per un grande partito o per un cartello elettorale. Più ‘concetto’, e più ‘persone’. Se ne avessi l’occasione lo suggerirei a Ferrara. Secondo: grande soddisfazione personale per l’approdo dell’Elefantino sulle colonne de ilsussidiario.net. Grazie alla redazione…