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Politica

ORGOGLIO PADANO/ Umberto Bossi in lacrime: Chiedo scusa per i miei figli (video)

L'orgoglio padano è sceso in piazza ieri sera a Bergamo. Le lacrime di Umberto Bossi che chiede scusa per le colpe dei figli. Roberto Maroni invoca l'unità del movimento

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Orgoglio padano il giorno dopo la manifestazione di Bergamo. Migliaia di sostenitori della Lega riuniti ad ascoltare prima Roberto Maroni, che sembra incassare il sostegno a prossimo segretario del partito e quindi Umberto Bossi. L'ex segretario offre un discorso dai toni sofferenti, quando ad esempio denuncia le responsabilità dei suoi figli ("Chiedo scusa perché danni sono stati fatti da chi porta il mio nome") prendendosele tutte a suo carico. Ho sbagliato, ammette, e non trattiene le lacrime. Il popolo della Lega sembra perdonarlo con affetto. Manifestazione che si conclude con il tentato rilancio del movimento, il ritorno ai valori del 1991 quando il movimento venne annunciato ufficialmente, con tanto di triplice bacio della bandiera padana da parte dei sopravvissuti al terremoto di questi ultimi giorni, Bossi, Maroni e Calderoli. Il quale era sul palco ma è rimasto in disparte in silenzio. La parte del leone l'ha fatta ovviamente Roberto Maroni, un discorso da leader, un discorso che ha annunciato come previsto le pulizie in casa Lega. Tutti quelli che hanno tradito i valori della Lega scene devono andare ha detto. E al popolo leghista che gridava "Rosi Mauro fuori dai c…" Maroni ha risposto: se lei non se ne vuole andare, la dimetteremo noi. Il vice presidente del senato appariva contemporaneamente al programma Porta a porta da Bruno Vespa sostenendo di rifiutare le dimissioni. Perché dovrei farlo, ha chiesto. Contro di me solo fango, voglio dimostrare prima la mia innocenza, mi spiegherò davanti al senato, ha detto. Poi quando ha saputo delle parole di Maroni che minacciava i provvedimenti nei suoi confronti, sarebbe scoppiata in lacrime. L'ex ministro degli interni è stato però implacabile: "Mi spiace che Rosi Mauro non abbia accolto la richiesta del nostro presidente, ma se non si è dimessa ci penserà la Lega a dimetterla". Da parte di Bossi l'annuncio di voler ricominciare nonostante tutto: "Penso che quando ci presenteremo davanti al Padreterno  ci chiederà quanto volte siamo stati capaci di ripartire. Questo vuol dire Pasqua: ripartenza. Siamo vittime di una specie di complotto, come è possibile che nessuno si è accorto che l'amministratore, come dicono ora alcuni, era vicino a famiglie mafiose". Poi l'appoggio incondizionato a Roberto Maroni: non è un traditore.