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LEGA NORD/ Consiglio federale in via Bellerio, c'è anche Rosi Mauro: la resa dei conti?

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Consiglio federale a sorpresa della Lega Nord: è attualmente riunito il vertice del partito nella sede nazionale di via Bellerio. La sorpresa più grossa è però la presenza di Rosi Mauro, il contestato vice presidente del senato di cui gli stessi vertici della Lega hanno chiesto le dimissioni. Sarà la resa dei conti finale? Come si sa la Mauro, coinvolta in prima persona nello scandalo dei fondi di partito usati per uso personale, ha dichiarato più volte di non volersi dimettere. Questo nonostante lo avesse richiesto a gran voce la stessa base della Lega e lo avesse ribadito Roberto Maroni nel corso dell'incontro di martedì sera, quando aveva detto davanti a migliaia di leghisti che se non si dimetteva lei, sarebbe stata dimessa dai vertici del movimento. Rosi Mauro ha ribadito più volte la sua innocenza, anche nel corso della trasmissione televisiva Porta a porta in cui la si è vista in lacrime dire che avrebbe spiegato la sua estraneità ai fatti. Rosi Mauro è arrivata insieme al fidanzato Pier Mosca, che sarebbe il principale beneficiario dei soldi e dei favoritismi da parte dello stesso vice presidente del senato. Rosi Mauro è parte del consiglio federale della Lega senza diritto di voto: in caso si procedesse a votare per le sue dimissioni, non potrebbe opporsi neanche con il voto. Sono presenti alla riunione tutti i vertici del partito: oltre a Umberto Bossi, anche Roberto Maroni, Roberto Calderoli e Manuela Dal Lago. Questi ultimi tre sono gli incaricati a guidare il partito dopo le dimissioni dello stesso Bossi e resteranno in carica fino al prossimo mese di giugno quando si terrà il congresso nazionale della Lega con l'elezione del nuovo segretario. E' presente al consiglio federale anche Marco Reguzzoni, ex capo gruppo della Lega  alla camera dei deputati. Ha confermato ai giornalisti presenti di non sentirsi nel mirino dell'inchiesta. Questo perché secondo molti Reguzzoni era una delle persone all'interno del partito che avrebbero influenzato negli ultimi anni Umberto Bossi e coperto l'uso improprio del denaro dei fondi. 


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