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IL CASO/ Vendola, Bossi e la nuova "Mani Pulite"

Pubblicazione:venerdì 13 aprile 2012

Nichi Vendola (Infophoto) Nichi Vendola (Infophoto)

Esiste innanzitutto un problema tecnico. Si può uscire realisticamente da questa condizione con i partiti che fanno veramente una cura dimagrante e mettono rimedio a tutta questa storia sul finanziamento dei partiti. Stabiliscano delle regole precise, facciano qualche cosa di credibile, in modo da non essere oggetto quotidianamente di critiche severe, soprattutto in un momento come questo. Ma c’è un secondo punto che è ancora più importante, che può essere di carattere culturale se lo vogliamo definire in qualche modo. In realtà è prettamente politico.

 

Di che cosa si tratta?

 

I partiti devono riappropriarsi di progetti, di dialettica, di confronti serrati, di un dibattito serio tra loro con idee differenti. Io non ho alcun timore a dire che occorre ritornare a quello che si chiamava lo “scontro politico”, ovviamente in termini di civiltà. Senza questo la democrazia non c’è più e i partiti finiscono nel tritacarne di inchieste, contrapposizioni personali, scandali di vario tipo e cadono verticalmente nella considerazione dell’opinione pubblica.

 

C’è un bisogno di ritorno della politica, come quella che ha caratterizzato l’Italia dopo l’ultimo dopoguerra.

 

È indispensabile ormai, altrimenti gli spazi di democrazia si chiudono. Ma come si fa a pensare allo sviluppo di una democrazia senza un confronto tra partiti che discutono, che si scontrano su progetti e idee differenti? Senza una dialettica interna. Senza queste cose si finisce con lo screditare tutto e si inaridisce qualsiasi sviluppo democratico.

 

(Gianluigi Da Rold)



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