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SCANDALO LEGA/ Via Bellerio, torna la Guardia di Finanza, spariti 200mila euro in diamanti

Pubblicazione:lunedì 16 aprile 2012

Francesco Belsito, foto Infophoto Francesco Belsito, foto Infophoto

Sede nazionale della Lega Nord, via Bellerio Milano. E' tornata a fare visita la Guardia di Finanza dopo quel famoso giorno in cui scoppiò lo scandalo che coinvolse il tesoriere del partito Francesco Belsito e poi la famiglia Bossi. Oggi nuova perquisizione: si cercano le prove dell'esistenza di 200mila euro - o forse più -  in diamanti che gli inquirenti stanno cercando, nella loro indagine sulla distrazione di fondi dalle casse della Lega stessa. Questi diamanti, secondo gli inquirenti, sarebbero stati acquistati da Belsito con i soldi del partito. Inizialmente si pensava che fossero stati acquistati 200 mila euro in lingotti d'oro e 100mila in diamanti, adesso si punta su un totale di 300mila euro in diamanti acquistati dall'ex tesoriere.La finanza cerca le prove fisiche di questo acquisto nella sede del partito. Al momento dell'arrivo dei finanzieri in via Bellerio si trovavano in riunione Umberto Bossi, Roberto Calderoli e Roberto Maroni. La riunione del vertice del partito era dedicata alla raccolta firme per leggi di iniziativa popolare sulle pensioni, le prossime elezioni amministrative e insomma la prossima attività della Lega in questa fase di riorganizzazione in vista del congresso nazionale che si terrà a fien giugno e che deciderà il nuovo segretario nazionale. Sul movimento di Umberto Bossi intanto sta indagando anche la Corte dei conti per danno erariale. Ecco l'altro motivo dell'arrivo della finanza oggi in via Bellerio: acquisire i bilanci degli ultimi anni della Lega e altra documentazione sulle spese del partito. Oggi intanto si è dimessa dal suo ruolo di assessore allo sport della Regione Lombardia Monica Rizzi, al centro di indagini per aver sponsorizzato in modo sembrerebbe illegale la candidatura del figlio di Umberto Bossi, Renzo, alla regione durante le ultime elezioni amministrative. Si trattava di accuse di "dossieraggio": la Rizzo ha commentato che ogni indagine sul suo conto è già stata chiusa, ma per obbedienza al partito si è dimessa ugualmente "Nonostante siano chiuse le inchieste che mi vedevano coinvolta ed addirittura vi è stata la remissione della denuncia per dossieraggio nei miei confronti, alla richiesta del mio partito di fare un passo indietro rispondo obbedisco" ha così commentato l'ex assessore. Monica Rizzi da due anni era assessore allo sport della Regione Lombardia.


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