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Politica

SCENARIO/ Sardo (l’Unità): l’antipolitica, un golpe di giornali e finanza

Immagine d'archivio (Infophoto)Immagine d'archivio (Infophoto)

A mio avviso la storia non si ripete, anche se alcuni tratti comuni sono evidenti. Se vogliamo, però, nella fine ingloriosa della Seconda Repubblica c’è addirittura un aggravante. Stiamo attraversando la crisi sociale più acuta che le generazioni post-belliche abbiano conosciuto. Di conseguenza, si sommano sentimenti di pessimismo e di sfiducia davanti a fenomeni di corruzione dilaganti e direi piuttosto avvilenti. 
  
Come deve reagire la classe politica secondo lei?

Riformandosi. C’è un programma che va completato in tempo che va dal finanziamento dei partiti, che a mio avviso deve rimanere pubblico, alla legge elettorale. Al primo punto, a mio avviso non si può rinunciare, perché l’attività politica è un bene pubblico. Chiaramente bisognerà trovare strumenti sobri e adeguati, tenendo conto che il Paese è in ginocchio. Se però ci si ferma a metà del guado si va incontro a una crisi democratica senza precedenti. 

La politica rischia di essere commissariata di nuovo nel 2013?


Alle prossime elezioni i cittadini devono scegliere tra ipotesi alternative, con una nuova legge elettorale. Per ottenere questo risultato i partiti, a mio avviso, hanno il dovere di unire le forze, per poi tornare a dividersi. Non possiamo dire agli elettori che il loro voto non conta nulla e che la soluzione tecnica è già pronta. Sarebbe la fine della democrazia.

(Carlo Melato)

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COMMENTI
19/04/2012 - l'uso delle parole (luisella martin)

Ho l'impressione che molti giornalisti e politici usino le parole per nascondere i propri pensieri e le proprie azioni. Questa non è una bella cosa. La coerenza tra il pensiero, la parola e i fatti è il fondamento della nostra grandezza di uomini giusti. Secondo me è necessario che le persone colte, quelle che hanno responsabilità pubbliche, ripristino quel legame tra le intenzioni, le parole ed i fatti,che costituisce la base della nostra democrazia. Questa è, per me, l'unica coerenza che vale, poi si può cambiare idea, anche ogni giorno, se questo serve al servizio del bene. Perchè anche Dio cambia idea e solo il diavolo non la cambia mai!

 
18/04/2012 - Non solo la politica è il problema (Alberto Consorteria)

Niente primarie, niente preferenze nelle schede, imprenditori saccheggiati dalle tasse mentre in sicilia 15 dirigenti giocano a rubamazzetto, assenza nella politica estera mediterranea, latitanza di politiche per le famiglie, inesistenza del merito in magistratura e nell'università... devo elencare tutte le cose per cui non ci fidiamo più della politica e dell'apparato pubblico in generale?

 
18/04/2012 - ipocrisie (Mariano Belli)

"Non possiamo dire agli elettori che il loro voto non conta nulla e che la soluzione tecnica è già pronta." E allora perchè voi del PD ci avete detto proprio questo in occasione del sostegno a Monti? Non credo proprio che avrete altre possibilità di ripetere le vostre malefatte, ma davvero pensate che siamo così stupidi? Questo è il motivo per cui la cosiddetta antipolitica vi spazzerà via.

 
18/04/2012 - equità per tutti (francesco taddei)

oltre alla diminuzione (non l'abolizione) del contributo pubblico ai partiti vorrei che si discutesse della riduzione del contributo pubblico ai giornali; proprietà di banche o aziende, oppure organi di partito. perchè dare soldi a giornalisti che non vendono? per mantenere la libertà d'informazione? Aggiornatevi: tra blog,siti,twitter e facebook far sentire la propria voce non è certo il problema.