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VERTICE MONTI-ABC/ Ghelfi (Tg2): c’è un patto per non staccare la spina al governo

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Effettivamente, è così. Diciamo che è stato molto convincete, più del Pdl. Evidentemente, ha avuto modo di far sentire più forte le proprie ragioni.

Sulla riforma elettorale, c’è il rischio di spaccatura?

Per il momento, mi pare in alto mare. Una cosa è l’accordo di fondo, altra calare le misure concrete nella realtà. Ci sono svariate resistenze trasversali, a partire dal fronte referendario, di cui fanno parte l’Idv e parte del Pd, che non vogliono l’archiviazione del bipolarismo cui si arriverebbe secondo l’attuale intesa fondata sulla bozza Violante.

Sembrano tutti d’accordo, invece, almeno nella maggioranza, a non rinunciare ai fondi pubblici

E’ passato un pessimo messaggio, secondo cui non hanno intenzione di rinunciare ad un solo centesimo. Nessuno, d’altro canto, è stato in grado di spiegare perché il finanziamento pubblico occorre e quale sia la sua logica.  Il tutto, a vantaggio di Grillo, e dell’antipolitica. Se un messaggio altrettanto negativo dovesse passare rispetto alla legge elettorale, le conseguenze alle urne potrebbero essere molto pesanti.

Crede, in ogni caso, che i partiti sopravviveranno  al dopo-Monti?

Occorre attendere l’esito delle Amministrative. Alcuni dinamiche si innescheranno dopo maggio. Successivamente, è probabile un rimescolamento delle carte. Va rilevato, ad esempio, che Casini è alleato con il Pdl nelle principali città dove si va al voto: Palermo, Genova e Verona. Difficilmente, in seguito, ci si potrebbe muovere in direzione opposta.

La crisi della Lega come potrebbe influire sul futuro delle alleanze?

E’ sufficiente ricordare che l’Udc, nel recente passato, ha più volte ribadito: mai con il Pdl finché farà asse col Carroccio.  

 

(Paolo Nessi)

 

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