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IL PALAZZO/ Maroni, i dossier e l’insofferenza della Lega veneta

Maroni e Bossi (Infophoto) Maroni e Bossi (Infophoto)

Non posso saperlo. Mi dicono alcuni ben informati che “Velina verde” si fa tra Bergamo e Varese. Ma sto riportando delle voci. Lì, da mesi, proprio da quando è cominciata la rissa in casa leghista uno dei bersagli principali è Maroni. Ma per la verità si attacca anche il cosiddetto “cerchio magico”. Insomma un guazzabuglio, che comunque fa filtrare notizie non controllabili e crea confusione.

I veneti, oltre alla rabbia comprensibile dei militanti, che cosa pensano di tutta questa storia?

Che bisogna chiuderla al più presto e non cercare contrapposizioni. Lo stesso governatore del Veneto, Luca Zaia, non vuole sentir parlare di candidature per se stesso. La proposta era stata avanzata da Bossi qualche giorno fa e sembrava mettere Zaia proprio in contrapposizione a Maroni.

Ma come si potrà chiudere tutta questa vicenda con dei contrasti così duri?

Personalmente credo che alla fine Roberto Maroni ce la farà a prendere in mano la Lega. Penso che ce la farà al novanta per cento. Vedo le cose soprattutto dal veneto, ma penso che anche in Lombardia ce la farà. Maroni si è creato una base solida in tutti i centri e gli amministratori leghisti mi sembrano compatti intorno a lui.

Ma tutta questa lunga storia di contrapposizioni interne e tutto quello che sta venendo fuori relativamente ai finanziamenti, quali conseguenze potrà avere sul piano elettorale?

Condivido l'analisi che ha fatto Ilvo Diamanti lunedì scorso. Al momento la Lega è in flessione, tra il 6 e 7 per cento, ma credo che possa in seguito avere un rimbalzo. Bisogna intanto vedere come andranno queste elezioni comunali.  Sul risultato, non credo che i leghisti debbano essere pessimisti.
Sono consultazioni amministrative, dove il sindaco, la persona, conta più del partito e quindi si può dire, penso a Verona con Tosi ad esempio, che gli amministratori leghisti godano ancora di credito e di popolarità. Certo, se ci fosse anche un tracollo elettorale, allora non si può fare alcuna previsione anche sugli assetti interni.

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