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Politica

LETTERA/ Brandirali: il mio amico Giancarlo e il Re della storia

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E allora affronto la cultura che informa la politica.

Non è più tempo di schema progettuale. Non siamo più nella società capitalistica che venne corretta dal socialismo riformista. Non siamo più nella economia di mercato che vede solo l’indice di sviluppo. La creatività sta cambiando i modi di vivere a tal punto che la società deve trovare quella  sola cosa che permane nel tempo garantendo la stabilità.  Ovvero i valori non negoziabili, la struttura naturale dell’umano, come ci è rivelata da Cristo.

Nuovi criteri di sguardo sulla storia che ci possono essere dati solo da una cultura che si fonda sulla persona e che da essa parte per definire il formarsi della comunità unitaria e responsabile della vita di tutti.

Io mi sto recando a Rimini, agli esercizi spirituali di Comunione e Liberazione, con la certezza che vado a capire il nuovo che avanza. Perché Cristo è il Re della storia, sempre più avanti all’uomo, pronto ad indicargli la strada.   

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