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IL PALAZZO/ Monti-partiti, sulla (vera) pace pesano due incognite

Immagine d'archivio (Infophoto) Immagine d'archivio (Infophoto)

Non a caso, per martedì 3 aprile è atteso un nuovo Consiglio dei ministri, ma in calendario c’è anche un altro quasi certo incontro. Quello tra Monti e Giorgio Napolitano per un colloquio informale, ma cruciale sui principali problemi sul tappeto. Non appena, ovvio, il Presidente della Repubblica, impegnato fino al 2 aprile in una visita di Stato in Giordania, sarà rientrato in Italia, ma di certo tra il 3 e 4 aprile. Prima, cioè, che, a cavallo di Pasqua, lo stesso Monti si rechi per una nuova missione internazionale, proprio in Medio Oriente, regione in cui l'Italia ha sempre giocato un ruolo di primo piano.

A quel punto, e cioè dopo il definitivo varo del ddl (nero su bianco, finalmente) sulla riforma del mercato del lavoro, Parlamento e forze sociali potranno disporre di un articolato su cui confrontarsi con l'Esecutivo, soppesarlo in via definitiva, leggere (scripta manent) come è davvero formulato il "nuovo" articolo 18 e valutare i margini – politici e legislativi – utili ad apportarvi (eventuali) modifiche. Non è da escludere che ci possa essere spazio anche per un'altra riunione del Consiglio dei ministri, il venerdì prima di Pasqua, e magari, nel frattempo, per ulteriori incontri "al vertice" con i partiti della maggioranza, per chiarire proprio quelle questioni all'origine di tensioni e malintesi. Ne ha scritto Francesco Verderami sul Corriere della Sera di sabato scorso ma, subito, i tre leader di maggioranza (ABC, come vengono ormai chiamati, Alfano, Bersani e Casini…) hanno smentito. Non foss’altro perché hanno potuto agevolmente vedersi a lungo e a quattr’occhi prima a Taormina, sabato scorso a Confartigianato, soprattutto ritornando a Roma sullo stesso aereo.

Certo è che il Pd (e Bersani in testa) spinge per aprire un tavolo di discussione, sul lavoro, sulla falsariga di quanto avvenuto per la giustizia, altro tema che nelle prossime settimane potrebbe mettere a dura prova la tenuta dei rapporti tra Pdl, Pd e Terzo polo. Infatti, il vertice tra il ministro, Paola Severino, e i capogruppo della maggioranza di governo, vertice che si è tenuto venerdì scorso, si è aperto e si è chiuso in un battibaleno, registrando il nulla di fatto. 
Anche in questo caso (sulla giustizia, oltre che sulla Rai, cioè, e non solo sul mercato del lavoro) il ritorno in Italia del premier potrebbe rappresentare l'occasione per "resettare" questioni particolarmente calde. 

Come restando in tema di giustizia, il ddl anticorruzione (fermo, ormai da mesi, alla Camera), la norma sulla responsabilità civile dei magistrati (oggi all’esame del Senato, dopo l’introduzione della "norma Pini") e la riforma delle intercettazioni, persasi da anni nei meandri di entrambe le aule parlamentari. Temi "caldi" i cui echi hanno raggiunto il premier anche durante il suo viaggio in Asia e ora inevitabilmente si ritroverà sulla scrivania.