BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

IL PALAZZO/ Da Lusi a Belsito, qual è il male oscuro dei partiti?

Francesco Belsito (Infophoto)Francesco Belsito (Infophoto)

La racconto in un altro modo. A furia di frequentare, anche per ragioni di lavoro, sfrenati protagonisti della fuffa che riempie i titoli dei giornali e da qualche tempo anche le ultime diavolerie comunicative (i tweet dei social network) cresce la voglia di incontrare gente semplice, che non conta niente se non i pochi soldi a disposizione per sfamare i propri cari e che non bastano mai. Non fanno notizia, si perdono anche, beati loro, qualche puntata di questo quotidiano burlesque, ma per fortuna conservano la capacità, con la loro magnifica normalità, di scaldare il cuore. Gente semplice, il più delle volte timorata di Dio, ma certamente dal buon Dio prediletta.

Tornando per un istante alla politica c’è un’analisi ulteriore che andrebbe fatta sugli sprechi perpetrati dai partiti, sempre più nella bufera. Se si trattasse di bilanci accessibili e fosse possibile effettuare un raffronto temporale, sono certo che potremmo documentare come la vera differenza sui fondi di 20-30 anni fa consiste soprattutto sulla quota percentuale che di essi arriva effettivamente alla periferia e quanto invece si ferma alla fonte, che si chiami Roma ladrona o via Bellerio poco cambia. Ora, se un politico del calibro di Bruno Tabacci (si può discuterne la collocazione, non lo spessore) ha ripiegato a fare l’assessore a Milano lasciando il palcoscenico principale di Montecitorio a gente come Scilipoti qualcosa simbolicamente vorrà pur dire.

E una cosa viene da chiedersi. Ma un Paese che dà così brutta prova di sé come può ancora stare in piedi? Forse – provo a darmi una risposta – perché la mano del buon Dio si stende su quanti tanti, forse la maggioranza fra noi, non si cimentano affatto in questa gara fatua e falsa verso l’apparire, il contare, il comandare e portano avanti semplicemente, con umiltà, il compito loro assegnato. Vogliono bene al loro consorte, e penso ai padri che rimboccano le coperte ai loro figlioletti che già dormono quando tornano a casa tardi, stanchi, dal lavoro, alle madri che sacrificano tante loro ambizioni o le portano avanti con grande sacrificio per rendere felici i loro figlioletti. Ho l’impressione che ci sia il buon Dio a vigilare sulle loro vite. Come su quelle di chi, nei giorni della crisi e degli sprechi pazzi, ancora si impegna per costruire. Per la loro vita, ma non solo per la loro, dobbiamo augurarci che ce la facciano.

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
24/04/2012 - L'uso perverso delle risorse pubbliche (Salvatore Ragonesi)

Il "buon Dio" non entra purtroppo nel terreno della politica e delle ingiustizie sociali,né può salvare,se non vi sarà una vera presa di coscienza,quello che ancora resta di positivo nell'Italia di oggi.Il "buon Dio" non può prendere a pedate ed estromettere il gruppo egregiamente abbarbicato nei gangli del potere e che si è appropriato di tutti gli strumenti pubblici,che ha privatizzato spudoratamente la vita istituzionale e che adesso fa pagare salato il conto ai cittadini.Dispiace dirlo,ma questo gruppo politicantistico contiene i colori di tutte le squadre che sono in campo,come dimostra la situazione dei "rimborsi" elettorali e la difesa del sistema sostanzialmente da parte di tutti i partiti.Non bisognava accettare un finanziamento pubblico a pioggia con le motivazioni più sconcertanti,quando il popolo si era già pronunciato solennemente contro qualsiasi finanziamento pubblico,e non si doveva dimostrare eccessivo attaccamento alla maglia nel momento in cui i cittadini sopportano un peso fiscale enorme e rischiano di cadere a pezzi con buona pace dei "tecnici" pervenuti misteriosamente al potere.Il male oscuro dei partiti è la loro concezione privatistica nell'esercizio di tutte le loro funzioni e l'uso personale e perverso delle risorse pubbliche.

 
23/04/2012 - contro la disperazione e la rabbia (Marco Claudio Di Buono)

sentendo dei tanti suicidi e tutte le altre notizie sulla situazione politico-sociale dell'Italia, si viene presi da un senso di sconforto. Ci sono tante persone senza lavoro, disoccupati, gente che ha vinto concorsi e non può essere assunta, anziani in difficoltà e questi "ladri" si permettono ancora di aver la faccia tosta di difendersi, di parlare in pubblico. Andrebbero cacciati immediatamente e basta. Capisco la rabbia di tanti, perché è la mia, c'è gente che ha difficoltà ad arrivare a fine mese e ci sono questi sprechi di milioni di euro. Non c'è nessun partito o politico che dica cose credibili. Lo sapevamo anche prima ma ora basta credere alle chiacchiere, prima i fatti. Se non si dimezzano lo stipendio, se non rinunciano ai privilegi, se non eliminano gli sprechi, come si permettono di aumentare le tasse? Eppure da qualche parte si deve ricominciare, dalle persone semplici e umili che ancor ci sono, dalle famiglie, dalle associazioni di volontariato, dai movimenti ecclesiali, da tutta quella parte buona della società. Speriamo nell'aiuto del buon Dio, perché negli uomini è difficile avere fiducia.