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IL PALAZZO/ Da Lusi a Belsito, qual è il male oscuro dei partiti?

Pubblicazione:lunedì 23 aprile 2012 - Ultimo aggiornamento:lunedì 23 aprile 2012, 20.41

Francesco Belsito (Infophoto) Francesco Belsito (Infophoto)

«Appresso viè Genzano co'r pittoresco Arbano; su viette a divertì, Nannì, Nannì…». Così recita una nota canzone romanesca. Ma qui c’è poco da divertirsi. Appresso (dopo) Genzano – bel sito dei Castelli romani sede della famosa casa del tesoriere Lusi comprata con i soldi sottratti alla Margherita, non più esistente in natura, ma resuscitata solo per sottrarre a sua volta fondi al Pd – ecco Belsito, l’altro tesoriere, con i  suoi diamanti, ecco Renzo il Trota versione Bancomat, ecco l’ex ministro dell’Interno Maroni con la ramazza in mano a fare pulizia, ecco la casa di Calderoli sul Gianicolo con vista su Roma ladrona. Infine, è toccato a Silvio Berlusconi chiudere una settimana da brivido. A volte, per non infierire, basta dare per buone le tesi difensive di chi è sotto accusa. Diamo per buono allora quel che ha detto Rosi Mauro, e cioé che non può aver rubato una laurea visto che lei a scuola è stata sempre un’asina, e dunque mai e poi mai avrebbe potuto avere di queste aspirazioni, né lei né il suo bodyguard (non amante, assicura) co-autore con Enzo Iacchetti della nota compilation “Kooly noody”.

Insomma, per sua esplicita ammissione, la vice della seconda carica dello Stato è un’ignorante –come avevamo intuito dal modo compulsivo con cui decretava l'approvazione dei provvedimenti dal suo scranno di presidenza e lo rivendica anche. Spazio alla difesa anche per Berlusconi che assicura ancora di aver agito pensando che quella era la nipote di Mubarak e che quelle serate piccanti di cui si parla altro non erano che «gare di burlesque». Affermazioni che potrebbero sembrare leggere, simpatiche, se non ci si mettesse quel volto accigliato, denotante apparente buona fede, a renderle drammatiche. Non scherzano, insomma, parlano seriamente.

E così la politica italiana dopo il guizzo scandito dalla percezione del baratro imminente e dalla “luna di miele” di Mario Monti torna a dare il peggio di sé, lasciando tutti noi in una situazione fastidiosissima: non siamo morti della malattia di cui siamo affetti, ma neppure sappiamo se e quando potremo guarire.
Anche un modello positivo come la Lombardia è in difficoltà, all'interno di questo teatrino. Ma non è solo la politica ad uscire maciullata da un ventennio orribile. Sarà un’ondata di pessimismo che ci prende, ma la fuffa, il genere burlesque, sembra aver preso il sopravvento in tutti i settori principali, nei gangli vitali della nostra società. Non vorrei finire a teorizzare che “sfigato” è bello, ma devo confessare una sensazione amara e sempre più radicata.

E cioè questa: è come se avendo smarrito, questo nostro Paese, un senso condiviso di bene comune, di costruzione paziente in luogo della millanteria, di serietà in luogo delle barzellette, di studio in luogo dell’improvvisazione, cresce l’impressione che nelle posizioni apicali intorno a noi ci siano finiti non i migliori, ma i campioni di questo genere teatrale piuttosto leggero che fino a ieri neanche sapevamo esistesse.


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COMMENTI
24/04/2012 - L'uso perverso delle risorse pubbliche (Salvatore Ragonesi)

Il "buon Dio" non entra purtroppo nel terreno della politica e delle ingiustizie sociali,né può salvare,se non vi sarà una vera presa di coscienza,quello che ancora resta di positivo nell'Italia di oggi.Il "buon Dio" non può prendere a pedate ed estromettere il gruppo egregiamente abbarbicato nei gangli del potere e che si è appropriato di tutti gli strumenti pubblici,che ha privatizzato spudoratamente la vita istituzionale e che adesso fa pagare salato il conto ai cittadini.Dispiace dirlo,ma questo gruppo politicantistico contiene i colori di tutte le squadre che sono in campo,come dimostra la situazione dei "rimborsi" elettorali e la difesa del sistema sostanzialmente da parte di tutti i partiti.Non bisognava accettare un finanziamento pubblico a pioggia con le motivazioni più sconcertanti,quando il popolo si era già pronunciato solennemente contro qualsiasi finanziamento pubblico,e non si doveva dimostrare eccessivo attaccamento alla maglia nel momento in cui i cittadini sopportano un peso fiscale enorme e rischiano di cadere a pezzi con buona pace dei "tecnici" pervenuti misteriosamente al potere.Il male oscuro dei partiti è la loro concezione privatistica nell'esercizio di tutte le loro funzioni e l'uso personale e perverso delle risorse pubbliche.

 
23/04/2012 - contro la disperazione e la rabbia (Marco Claudio Di Buono)

sentendo dei tanti suicidi e tutte le altre notizie sulla situazione politico-sociale dell'Italia, si viene presi da un senso di sconforto. Ci sono tante persone senza lavoro, disoccupati, gente che ha vinto concorsi e non può essere assunta, anziani in difficoltà e questi "ladri" si permettono ancora di aver la faccia tosta di difendersi, di parlare in pubblico. Andrebbero cacciati immediatamente e basta. Capisco la rabbia di tanti, perché è la mia, c'è gente che ha difficoltà ad arrivare a fine mese e ci sono questi sprechi di milioni di euro. Non c'è nessun partito o politico che dica cose credibili. Lo sapevamo anche prima ma ora basta credere alle chiacchiere, prima i fatti. Se non si dimezzano lo stipendio, se non rinunciano ai privilegi, se non eliminano gli sprechi, come si permettono di aumentare le tasse? Eppure da qualche parte si deve ricominciare, dalle persone semplici e umili che ancor ci sono, dalle famiglie, dalle associazioni di volontariato, dai movimenti ecclesiali, da tutta quella parte buona della società. Speriamo nell'aiuto del buon Dio, perché negli uomini è difficile avere fiducia.