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ELEZIONI/ Berlusconi: la sinistra vuole andare al voto. La replica di Bersani. Al senato sì al ddl fiscale

Secondo Silvio Berlusconi la sinistra vorrebbe andare al voto a ottobre perché teme il cambio di legge elettorale. La replica di Bersani. Intanto passa il ddl fiscale

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Elezioni a ottobre? E' quello che suggerisce Silvio Berlusconi. Durante un incontro con i coordinatori regionali del Pdl infatti l'ex premier ha detto che è possibile si vada a votare nel mese di ottobre. La decisione sarebbe motivata, sempre secondo Berlusconi, dalla sinistra che vorrebbe il voto anticipato. Questo perché la stessa sinistra non vorrebbe cambiare il sistema elettorale in vigore perché con tale legge le sarebbe più facile vincere. Ha poi aggiunto che la Lega in modo masochista ha deciso di presentarsi al voto amministrativo da sola e Fini se n'è andato, anche se non è chiaro a cosa si riferisse in termni di voto voluto dala sinistra. E' arrivata una replica da parte del segretario del Pd Bersani alle parole di Berlusconi. "Berlusconi ha tante cose da dire, al Pd vorrei pensarci io, lasci che sia io a parlare del Pd. Il Pd ha dato una parola e la mantiene. Se Berlusconi ha un'altra idea non ce la attribuisca" ha detto, aggiungendo che se l'ex capo del governo ha dei problemi lo dica. Monti, ha detto ancora, è arrivato al governo dopo di lui e si è dovuto prendere carico dei problemi che ha trovato. In conclusione il Pd secondo Bersani non ha nessuna intenzione di andare al voto e mantiene la promessa data di andare al voto nel 2013. In questa situazione intanto è arrivato il sì del senato al decreto legge sulle semplificazioni fiscali. Hanno votato a favore in 228, i no sono stati 29 e due gli astenuti. Il provvedimento adesso  legge. Nel suo incontro con i rappresentanti del Pdl, poi, Silvio Berlusconi ha parlato anche di riforma del partito stesso. Un nuovo nome, intanto, che sarà deciso al prossimo congresso, la sigla Pdl non susciterebbe emozioni. Ma il partito, ha voluto spiegare, resta lo stesso: stesse persone che credono nelle stesse cose. Ci sarebbe anche l'idea di fare una confederazione dei partiti moderati mantenendo la propria sigla unendosi però al Pdl. "I moderati in Italia dal '48 ad oggi sono la maggioranza del Paese se non si dividono, se arriva qualcuno che li divide consegna automaticamente la maggioranza alla sinistra".