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IL CASO/ Facci: quante "bugie" dietro il moralismo di Di Pietro e De Magistris

Pubblicazione:martedì 24 aprile 2012

Antonio Di Pietro Antonio Di Pietro

Sbattere in faccia a qualcuno, chiunque esso sia, la responsabilità dei suicidi è sempre qualcosa di molto sgradevole. Che sia però proprio Di Pietro ad attribuire a Monti dei suicidi, lascia stupefatti perché è innanzitutto il leader dell’Italia dei Valori che dovrebbe badare all’incredibile numero di suicidi che ci fu in Italia dal 1992 al 1994, suicidi appunto giudiziari legati a tutto il periodo che Di Pietro personificò, e che superarono spaventosamente la media delle persone che mediamente si tolgono la vita per un procedimento giudiziario.

 

Quante delle inchieste aperte da Di Pietro nella stagione di Mani Pulite sono approdate a una condanna definitiva?

 

L’inchiesta Mani Pulite è stata ricondotta a un fascicolo unico, e quindi non si riesce a distinguere tra un filone e l’altro. La stessa Procura di Milano aveva l’abitudine di inquisire dei personaggi, demandando poi ad altre Procure la competenza territoriale, magari dopo che si era scoperto che erano innocenti o che non collaboravano. Sono quindi nominativi che non rientrano nelle statistiche ufficiali di Mani Pulite, ed è per questo molto complicato rispondere alla sua domanda. La percentuale di assolti per Mani Pulite è comunque decisamente rilevante, e non soltanto per prescrizione o per insufficienza di prove, ma proprio per innocenza conclamata o per non avere commesso il fatto.

 

L’Italia dei Valori all’interno della sua gestione rispecchia realmente quell’idea di trasparenza di cui si fa paladina?

 

Il funzionamento interno dell’Italia dei Valori è tutto un altro discorso, perché è il partito che in assoluto fin dalla sua triplice fondazione rispecchia di più il modello di organizzazione coreano, del tutto privo di democrazia interna. Di Pietro accusa i tesorieri degli altri partiti di incamerare finanziamenti pubblici che a suo dire dovrebbero rifiutare. Ma lo stesso ex pm, completamente da solo, attraverso un complicato meccanismo fondato su una società privata di cui si è messo a capo con nomina a vita, ha continuato sempre e regolarmente a incamerare finanziamenti pubblici dei quali lui ha disposto in maniera assolutamente personale. Nell’aprile 2009 il Parlamento Europeo ha confermato l’immunità parlamentare a vantaggio di Di Pietro, per la causa per diffamazione intentata dal giudice Filippo Verde.

 

Per quale motivo l’ex pm di Mani Pulite non ha rinunciato all’immunità?


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