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IL CASO/ Facci: quante "bugie" dietro il moralismo di Di Pietro e De Magistris

Pubblicazione:martedì 24 aprile 2012

Antonio Di Pietro Antonio Di Pietro

Di Pietro ha fondato buona parte dell’inchiesta di Mani Pulite sull’indignazione che ci fu allora proprio sull’autodifesa parlamentare che si concretizzava attraverso la mancata autorizzazione a procedere nei confronti di alcuni deputati o senatori. Si è quindi ritrovato a subire la causa per diffamazione che, come è stato dimostrato, lo avrebbe sicuramente visto perdente in quanto lui stesso ha ammesso di avere commesso un errore. In sostanza attribuì a Filippo Verde dei fatti diffamatori, confondendolo però con un altro personaggio. Un errore però del quale il leader dell’Italia dei Valori non ha mai voluto pagare pegno e che soprattutto non c’entra nulla con la libertà d’espressione che normalmente si usa per respingere le richieste di autorizzazione a procedere. Lo stesso De Magistris ha evitato numerose cause per diffamazione usando lo scudo dell’immunità europarlamentare.

 

Lei ha citato Luigi De Magistris, che a gennaio è stato rinviato a giudizio per abuso d’ufficio nell’inchiesta Why not. Ritiene che avrebbe dovuto dimettersi da sindaco?

 

La questione delle sue dimissioni in realtà non si è neppure posta. La questione si è posta perché sia De Magistris sia di Pietro hanno portato avanti una battaglia affinché gli inquisiti non fossero candidabili. Tre giorni prima dell’annuncio della sua candidatura come sindaco di Napoli, De Magistris è risultato inquisito a Roma. In una forma o nell’altra De Magistris è inquisito da anni, anche per diffamazione, e tuttavia ogni volta si è difeso rivendicando la libertà delle sue opinioni politiche, che non hanno niente a che vedere con le ragioni per cui lui era stato chiamato in causa con la richiesta di processarlo.

 

Le inchieste in grande stile di De Magistris quando ancora era pm sono approdate in un nulla di fatto. Si trattava di teoremi infondati?

 

Il caso De Magistris è unico per la maniera maldestra, malfatta e letteralmente imbarazzante con cui le sue inchieste sono state condotte. E’ questa la ragione per cui si sono rivelate completamente fallaci, fragili e senza nessuna speranza di arrivare a giudizio, lasciando stupefatti gli stessi giudici. Le opinioni espresse via via dai vari livelli della magistratura, non da ultimo dallo stesso Csm quando rifiutò a De Magistris la nomina a giudice di Corte d’Appello, fanno emergere un giudizio è letteralmente imbarazzato per il modo in cui si accorge che quest’uomo ha indagato sul nulla e ha condotto delle inchieste badando esclusivamente alla risonanza di coloro che chiamava in causa. Nelle inchieste di De Magistris non c’era quindi nessun fondamento se non la ricerca di una grande eco mediatica.

 

(Pietro Vernizzi)



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