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IL CASO/ Vulpio: io, ex grillino, censurato da Grillo sulla giustizia

Pubblicazione:mercoledì 25 aprile 2012

Immagine d'archivio (Infophoto) Immagine d'archivio (Infophoto)

Alcuni per questo sono stati pubblicamente radiati, come non sarebbe accaduto nemmeno nel comitato centrale dei partiti di ispirazione sovietica. Non so se rendo l’idea, siamo al di là dell’egemonia culturale marxista, siamo alla programmazione di un’intelligenza artificiale, siamo a Matrix. Accanto a questo ci sono le dinamiche della vecchia politica di soggetti che sanno che dovranno spartirsi in una fetta di torta del consenso. Quella del non voto, della protesta, della sinistra che non si sente rappresentata. Ecco perché assistiamo a continui balletti tra Grillo, Vendola, Di Pietro e De Magistris. Con questo ovviamente non voglio assolvere il Palazzo, che, come dicevo all’inizio, sta commettendo gravi errori, anche in termini di sottovalutazione». Con quali rischi? «A mio avviso, fatte salve le colpe della politica, chi soffia sul vento della protesta lascia intravedere un lato doloso e uno preterintenzionale». Cosa intende dire? «Si rischia cioè di evocare le forze della natura, come nel Flauto Magico, senza poi saperle controllare. E se la situazione sfuggirà di mano non sapremo più chi legittima chi e chi sarà legittimato a fare cosa. Bisognerebbe fermarsi un attimo a riflettere perché nel “tutti contro tutti” vincono sempre i più forti…».



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