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SONDAGGIO/ Crolla la fiducia nel governo, Monti ai minimi di sempre

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Sarà la pressione fiscale da record, saranno le varie Imu, Imu-bis e super Imu. Saranno le addizionali Irpef o l’aumento dell’Iva, oppure la stangata generale che tutte questi aumenti e balzelli vanno a creare. Fatto sta che la fiducia nei confronti del governo Monti sta calando e l’esecutivo sembra proprio aver perso in breve tempo quella sicurezza che lo contraddistingueva a inizio mandato. A confermarlo è il sondaggio elaborato per Repubblica.it da Ipr Marketing per il mese di aprile, che dimostra un consenso inferiore rispetto al passato verso i vari ministri, l’esecutivo in generale e lo stesso premier Mario Monti: cominciando ad analizzare la situazione generale, i dati diffusi da Repubblica evidenziano innanzitutto un elevato calo di consensi nei confronti dell’intero esecutivo. Il team Monti perde infatti ben cinque punti percentuali in appena un mese, scendendo dal 50 al 45%, e si tratta della quota più bassa mai registrata dallo scorso mese di dicembre. L’unica percentuale che cresce è quella relativa a coloro che hanno perso quasi totalmente la fiducia nel governo, che passano dal 38% di marzo al 47% attuale. Diminuiscono poi anche coloro che dichiarano di non avere un’opinione precisa a riguardo, a dimostrazione che quanto messo in campo dal governo fino ad oggi ha colpito profondamente (e negativamente) la maggior parte degli italiani. Andando poi ad analizzare i dati riguardanti la fiducia nei singoli ministri, la Fornero perde diversi punti percentuali, passando dal 46 al 42%, come anche Corrado Passera e Andrea Riccardi. La Cancellieri infine è il ministro che fa registrare un calo più limitato, ma scende comunque dal 55% al 53%. Arriviamo infine al presidente del Consiglio Mario Monti, che rispetto al mese di marzo perde addirittura  quattro punti percentuali, passando dal 55% al 51%, restando però oltre la soglia del 50%, che rappresenta il punto di minor consenso dall’inizio del mandato. Andando però ad analizzare i dati degli ultimi mesi, si può notare che il calo nel giro di sessanta giorni circa è stato di ben otto punti percentuali, mentre coloro che annunciano di aver poca fiducia nel premier aumentano, passando dal 38 al 42%.  



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