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LETTERA/ Lo studente: Grillo e l'antipolitica non sono la risposta che cerchiamo

Pubblicazione:venerdì 27 aprile 2012

Immagine d'archivio (Infophoto) Immagine d'archivio (Infophoto)

Ebbene, proprio la scienza, come Fisichella evince dagli scritti di Popper e Kuhn, ha come essenza l'essere "realtà aperta alla falsificabilità...: in questo senso, la scienza richiama a una pluralità di ipotesi e teorie da sottoporre a controllo empirico, ed è semmai nel suo probabilismo ben più pluralistica che monistica. Ecco perché, pur predicando il tramonto delle ideologie, la dottrina tecnocratica è essa stessa una ideologia. Presume una visione della scienza e della società non meno parziale e settoriale di quelle che vuol combattere".

Per concludere, emerge come la tecnocrazia, che si basa sull'antipolitica, viene a cadere proprio nel momento in cui pretende di poter fare a meno della politica. 
Al contrario, "è sempre la politica che dà ordine, dà ordinamento, fissa le regole dell'organizzazione delle sintesi e si occupa del rispetto delle regole stesse". Non considerare questo semplice ma imprescindibile aspetto, sarebbe il primo passo verso una crisi ancora più grave di quella che già ci sta mettendo in difficoltà. 

In questo senso tutti, dai tanto acclamati giovani ai più vituperati vecchi, non dobbiamo odiare la politica, ma incoraggiarla, essendo essa imprescindibile nella gestione della società. Il che non vuol dire però gettarsi nella mischia con improvvisate liste civiche e frettolosi sostegni elettorali, ma ridare valore al suo compito principale che, come afferma s. Tommaso d'Aquino, è il bene comune, obiettivo della tendenza associativa che pertiene l'essenza umana e sta alla base della politica.  

(Giovanni Gazzoli)



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