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SCANDALO LEGA/ Belsito interrogato dai pm: Bossi sapeva tutto

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Si è concluso nella serata di ieri l’interrogatorio dell’ex tesoriere della Lega Nord Francesco Belsito, che è stato ascoltato tutto il pomeriggio dal pm di Reggio Calabria, Giuseppe Lombardo, presso il centro operativo di Milano della Direzione Investigativa Antimafia. Alla fine dell’interrogatorio, Belsito si è allontanato senza rilasciare dichiarazioni, come ha fatto pochi minuti dopo anche il pm Lombardo. Le indagini sulle presunte distrazioni di fondi dalle casse del partito di via Bellerio si continuano ad intrecciare sempre di più con quelle riguardanti il riciclaggio di denaro sporco della ‘ndrangheta, in particolare della cosca De Stefano. Le prime sono condotte dalla procura di Milano, le seconde dalla Dda di Reggio Calabria. Al centro delle due indagini c’è però sempre lui, Francesco Belsito, che lunedì scorso ha raccontato ai pm di Milano che tutti, compreso Umberto Bossi, conoscevano i suoi movimenti finanziari e gli investimenti, fatti con i soldi della Lega, in oro e diamanti. Belsito è stato interrogato nella giornata di ieri per tutto il pomeriggio dai pm calabresi, gli stessi che hanno convocato Luigi Bonaventura, già reggente dell’omonima cosca e attualmente collaboratore di giustizia. Sembra che Bonaventura sia stato convocato come persona informata sui fatti e che recentemente sia scampato a un attentato proprio mentre si trovava nel programma di protezione. Le indagini sulla Lega e tutto ciò che potrebbe ruotare intorno a via Bellerio quindi continuano, e i magistrati adesso vogliono chiarire se davvero dietro ai vari investimenti effettuati in Tanzania e Cipro ci fosse la cosca De Stefano impegnata a riciclare il denaro sporco. Sembra infatti che sia stato proprio De Stefano a organizzare tutta l’operazione per portare nei due paesi diversi milioni di euro, insieme a Bonet e a Paolo Scala, uomo d’affari già interrogato dai pm. Intanto si viene anche a sapere che la nuova gestione della tesoreria della Lega Nord non può cominciare ad operare, visto che nonostante siano trascorse settimane dallo scandalo che ha travolto il partito, l’ex tesoriere Belsito non avrebbe ancora affidato al suo successore, Stefano Stefani, tutte le informazioni e la documentazione necessaria per prendere in mano la tesoreria. 


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