BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCENARIO/ Ferrara: caro Berlusconi, è Monti il tuo vero successore

Pubblicazione:venerdì 27 aprile 2012

Giuliano Ferrara (Infophoto) Giuliano Ferrara (Infophoto)

Guardi, i tecnici si sono comportati con grande serietà istituzionale e non hanno approfittato della situazione per costruire un consenso proprio, a spese dei partiti. Avranno certamente fatto degli errori su cui  si può esprimere anche fiera avversione, come fa il mio amico Piero Ostellino, ma non si può imputare loro la perdita di credibilità della classe politica. 
Detto questo, i partiti possono ancora riguadagnarsi la fiducia degli italiani, ma non possono illudersi di farlo ridando vita alla “guerra santa” tra berlusconiani e antiberlusconiani, che in questo Paese è durata 17 anni. L’unica possibilità che hanno è quella di costruire una legittimazione politica più ampia possibile per continuare questa esperienza di collaborazione.

Basterà questo per far uscire la classe politica dall’assedio a cui è sottoposta, anche a causa delle sue gravi mancanze?

Se si riferisce alle inchieste, che di questi tempi non mancano, in sé sono un fatto normale. La cosa abnorme è che in questo Paese attorno ad esse si costruiscono romanzi mediatico-giudiziari quotidiani, fatti di documenti e di intercettazioni diffuse illegalmente, piuttosto disgustosi. Di conseguenza si assiste a un ribaltamento di tutte le gerarchie di importanza alle quali si attengono i Paesi più civili del nostro. 
Al primo posto bisognerebbe tornare a mettere il lavoro, la competitività delle imprese, la concorrenza, l’educazione e il rilancio della cultura, non gli sprechi della Casta, che comunque è giusto continuare a segnalare.  

Non vede quindi il pericolo che sulla scena la politica resti sullo sfondo, lasciando in primo piano soltanto i tecnici e i nuovi profeti dell’anti-politica?  

Da un certo punto di vista è così, dall’altro non credo che il pericolo sia reale. I tecnici faranno quello per cui sono stati chiamati e poi se ne andranno, con l’eccezione di qualcuno che spero possa restare a dare il suo contributo. Per il resto, noi italiani siamo un popolo di tifosi e di fischiatori. In questa fase, anche grazie alla cassa di risonanza della stampa, ci sembra quasi che Beppe Grillo possa diventare Presidente del Consiglio. Il realtà si toglierà soltanto delle soddisfazioni da Curva Sud. D’altra parte, l’antipolitica è interessante quando serve a fare politica, non quando diventa puro onanismo oratorio.

Cosa intende dire? 

L’unica vera riforma della politica, di tipo antipolitico, è stata quella introdotta da Silvio Berlusconi, che riuscì a costituzionalizzare una minoranza agitatrice e impresentabile, l’Msi, e un movimento separatista, la Lega Nord. Questi due miracoli politici hanno portato il centrodestra a essere, se non quello di Quintino Sella, una coalizione almeno accettabile. Al confronto l’antipolitica di Beppe Grillo è solo un disco rotto di canzoni già sentite…

(Carlo Melato)  



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  

COMMENTI
27/04/2012 - Chi succederà a chi? (CARLA VITES)

L'ipotesi di una qualche coalizione politica futura ed eventuale, non può, come fa notare Ferrara, prescindere da una connotazione innanzitutto culturalmente originale. Mi pare anche il refrain dell'editoriale di Doninelli. In che senso? Nel senso ben illustrato da Galli della Loggia sulla Rivista Il Mulino di aprile in cui si evidenzia la totale subordinazione , per lui della destra, per me soprattutto del mondo cattolico, ad una cultura ed ad un punto di vista genericamente , ma sicuramente di sinistra, per tanti, troppi anni." Non esiste-dice- dal 1948 al 1994 un manuale scolastico, un libro di storia, un film, un programma televisivo di qualche valore che in un modo o nell'altro non rifletta un tale punto di vista". Ma, se come diceva Del Noce, tale punto di vista sottintende essenzialmente una lettura del fatto religioso come mera formula storica, cioè ideologica e, quindi, come tale destinata a soccombere col mutare dei tempi, ecco che oggi è subentrato un nuovo metafisicismo a cui subordinarsi, quello della più totale vacuità e del nichilismo odierno , stile festino berlusconiano appunto. Il cristiano e cattolico in questo frangente ha optato , come lo stesso Ferrara non mancava di rilevare tempo fa, per una 'melassa libertaristica pseudoagostiniana' che significa'si può fare tutto quel che si vuole tanto poi c'è la Grazia che ci salva'. Su questo punto sarebbe interessante porsi delle domande per la 'nuova vicenda politica' che si vorrebbe inaugurare a breve

 
27/04/2012 - Mala tempora (agostino nonini)

Sono sempre stato un superficiale ottimista, ma oggi vedo solo guai. Non conosco una persona, che non sia un militante, che dia un giudizio positivo su una personalità politica. Si salva un pò Napolitano. Non meglio ne escono dirigenti sindacali, industriali, giornalisti...Sono ritenuti tutti di parte e non credibili. Questo è il guaio. Non c'è un'élite che possa ispirare fiducia. Anche il successo di Grillo non inganni: piace perché aiuta a sfogarsi un pò, ma nessuna persona normale gli affiderebbe l'amministrazione del proprio condominio. Sarebbe il clima ideale per un nuovo salvatore della patria, ma, mi pare che gli Italiani siano convinti di aver già dato con Berlusconi! E allora? Allora aspettiamo e intanto chi è in buona fede faccia il proprio dovere!