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SCENARIO/ Ferrara: caro Berlusconi, è Monti il tuo vero successore

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Giuliano Ferrara (Infophoto)  Giuliano Ferrara (Infophoto)

Meglio “Fratelli d’Italia”, che con l’acronimo FI può scaldare i cuori agli azzurri più nostalgici, o “Italia Forza Nazionale” che piace più all’ala destra del Pdl? Oppure un sobrio “Moderati” o, ancora, “Italia libera”, per richiamare lo «spirito liberale post-bellico di questo Paese»? Nel Popolo della Libertà la caccia al nome si è aperta, nell’attesa di scoprire quale sia la «novità epocale» annunciata dal segretario Angelino Alfano. «Cosa diventerà questo partito è ancora un mistero – confida a IlSussidiario.net il direttore de Il Foglio, che qualche mese fa aveva lanciato la proposta di un cartello di larghe intese all’insegna del motto “Tutti per l’Italia” –. È comunque evidente che il suo problema non è come si chiamerà, ma la prospettiva per la quale si metterà al servizio. A mio avviso la più credibile è quella di creare un soggetto riformatore, conservatore e liberale che aiuti a non disperdere, dopo il 2013, il senso di una convergenza tra tecnica e politica per risolvere i problemi del Paese».

Ha ancora in mente la Grande Coalizione?

Vede, a mio avviso, sia a partire da una posizione di forza se vincesse le elezioni, sia nelle vesti di una dignitosa opposizione qualora le perdesse, il Pdl dovrebbe favorire un governo di responsabilità nazionale che realizzi un programma di riforme e di cambiamento e che collabori a un’uscita europea dalla crisi del debito pubblico e della mancata crescita.
Stiamo infatti parlando di sfide strutturali, che riguardano lo sforzo di una generazione. Dedicarci un annetto di governo tecnico per poi ricominciare da capo è da irresponsabili. Per completare l’opera servirebbe un governo d’eccezione che duri almeno 4 anni.

Il nuovo Pdl dovrà quindi ancorarsi a Monti, come sta facendo Pier Ferdinando Casini?

Il Professore continua a dire che la sua rimarrà una parentesi e devo dire che mi sembra sincero. A prescindere da ciò che sceglierà di fare è comunque molto probabile che arriveremo alla scadenza della legislatura senza una legge elettorale diversa, senza nuove regole istituzionali e con due vecchie formazioni politiche reduci da un fallimento. Una perché non ha saputo governare, l’altra perché non ha saputo costruire un’alternativa.
Se, come auspica il Gruppo Repubblica, queste due forze torneranno a darsele di santa ragione ne andrà di mezzo il futuro del Paese e la democrazia stessa. Spero invece che l’Italia cambi pelle attraverso uno sforzo collettivo perché la vendetta restauratrice della sinistra o la riscossa della destra sono entrambe prospettive poco attraenti.

Non c’è però il rischio che la politica, oggi ai massimi livelli di discredito, risulti ancora più “inutile” agli occhi degli elettori?  



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COMMENTI
27/04/2012 - Chi succederà a chi? (CARLA VITES)

L'ipotesi di una qualche coalizione politica futura ed eventuale, non può, come fa notare Ferrara, prescindere da una connotazione innanzitutto culturalmente originale. Mi pare anche il refrain dell'editoriale di Doninelli. In che senso? Nel senso ben illustrato da Galli della Loggia sulla Rivista Il Mulino di aprile in cui si evidenzia la totale subordinazione , per lui della destra, per me soprattutto del mondo cattolico, ad una cultura ed ad un punto di vista genericamente , ma sicuramente di sinistra, per tanti, troppi anni." Non esiste-dice- dal 1948 al 1994 un manuale scolastico, un libro di storia, un film, un programma televisivo di qualche valore che in un modo o nell'altro non rifletta un tale punto di vista". Ma, se come diceva Del Noce, tale punto di vista sottintende essenzialmente una lettura del fatto religioso come mera formula storica, cioè ideologica e, quindi, come tale destinata a soccombere col mutare dei tempi, ecco che oggi è subentrato un nuovo metafisicismo a cui subordinarsi, quello della più totale vacuità e del nichilismo odierno , stile festino berlusconiano appunto. Il cristiano e cattolico in questo frangente ha optato , come lo stesso Ferrara non mancava di rilevare tempo fa, per una 'melassa libertaristica pseudoagostiniana' che significa'si può fare tutto quel che si vuole tanto poi c'è la Grazia che ci salva'. Su questo punto sarebbe interessante porsi delle domande per la 'nuova vicenda politica' che si vorrebbe inaugurare a breve

 
27/04/2012 - Mala tempora (agostino nonini)

Sono sempre stato un superficiale ottimista, ma oggi vedo solo guai. Non conosco una persona, che non sia un militante, che dia un giudizio positivo su una personalità politica. Si salva un pò Napolitano. Non meglio ne escono dirigenti sindacali, industriali, giornalisti...Sono ritenuti tutti di parte e non credibili. Questo è il guaio. Non c'è un'élite che possa ispirare fiducia. Anche il successo di Grillo non inganni: piace perché aiuta a sfogarsi un pò, ma nessuna persona normale gli affiderebbe l'amministrazione del proprio condominio. Sarebbe il clima ideale per un nuovo salvatore della patria, ma, mi pare che gli Italiani siano convinti di aver già dato con Berlusconi! E allora? Allora aspettiamo e intanto chi è in buona fede faccia il proprio dovere!