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LEGGE MANCIA/ Barbato (Idv): così i parlamentari hanno aumentato i loro privilegi

Pubblicazione:sabato 28 aprile 2012

Un'allenza fra Beppe Grillo e Antonio Di Pietro? (Foto Infophoto) Un'allenza fra Beppe Grillo e Antonio Di Pietro? (Foto Infophoto)

Niente di più facile di questi tempi, per chiunque si aggiri su uno dei social network più conosciuti, di trovarsi davanti a campagne contro "la casta". Non è una novità, ma ogni giorno ci si imbatte in proteste che partono da una notizia e poi dilagano diventando di massa. Proteste virtuali certo, ma non per questo meno significative. L'ultima di queste proteste andata online ieri riguardava la cosiddetta Legge Mancia, con un aumento deciso dai parlamentari di tutti gli schieramenti e non reso pubblico.
A diffondere la notizia sarebbe stato il programma di Radio 24 "Focus Economia". La Legge Mancia così chiamata non dal nome del relatore come si usa fare, ma dal suo scopo, venne ideata da Tremonti nel 2003. Era un tentativo di frenare le richieste dei parlamentari di richiesta fondi per le proprie attività nelle zone di provenienza. Dal 2005 sono dunque arrivati centinaia di milioni suddivisi singolarmente tra i parlamentari di ogni schieramento politico. I soldi stanziati, dice la legge, servono allo sviluppo economico, alla competitività e al bene comune, ma secondo molti i parlamentari usano questi soldi per interessi personali.

IlSussidiario.net ha voluto verificare questa notizia con l'onorevole Barbato dell'Italia dei Valori, che ha escluso che il Parlamento abbia varato nei giorni scorsi alcun emendamento a tale legge. "Rimane comunque il fatto che la Legge Mancia è una porcata" ha detto "da cui noi dell'Italia dei Valori ci asteniamo". Anche quest'anno, ha spiegato, la loro parte di soldi sarà devoluta per finanziare la lotta al debito pubblico. Una lotta, ha poi detto ancora Barbato, che deve cominciare dai palazzi alti, per primo il Quirinale, il più alto di tutti. "Non è possibile che quando la presidenza tedesca alla Repubblica spende per le stesse funzioni della nostra presidenza 20 milioni di euro all'anno, i cittadini italiani ne debbano sborsare 250". Con la speranza, dice ancora l'esponente dell'Idv, che le liste di Beppe Grillo abbiano successo alle prossime elezioni: "I grillino sono come noi, con la differenza che noi siamo già nelle istituzioni. Vedo positivamente un futuro lavoro comune per la costruzione di un partito civico nazionale".

Barbato, la Legge Mancia fa di nuovo parlar dei sé. Una legge di cui la maggior parte dei cittadini in realtà sa ben poco.

Intanto la notizia che ci sia stato un emendamento in questi ultimi giorni da parte del Parlamento con un aumento del benefit relativo alla indennità spettante ai singoli parlamentari non è qualcosa di vero. Resta il fatto che  la Legge Mancia è una porcata.

In che senso?

Un altro modo per usare soldi dei cittadini senza sapere che fine facciano. Noi dell'Italia dei Valori anche quest'anno rinunceremo ai fondi che dovrebbero arrivare ai parlamentari. Destiniamo questa somma alla riduzione del debito del nostro Paese. Facciamo questo tipo di iniziativa proprio perché riteniamo che bisogna smetterla di far pagare solo tasse. Bisogna invece mettere mano su un'altra leva.

Quale esattamente? Ci spieghi cosa intende.

Intendo di cominciare seriamente a fare tagli alla spesa pubblica. In Italia per sistemare la situazione di crisi economica ci sono due strade. Una è quella che ha perseguito fino a oggi il governo Monti, e cioè quella delle tasse. L'altra quella della riduzione della spesa pubblica. In Italia abbiamo una spesa pubblica insopportabile.

Ha qualche proposta su dove andare a tagliare?

Certo. Bisogna cominciare sempre dal palazzo più in alto e quel palazzo è il Quirinale.

Il Quirinale?


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COMMENTI
28/04/2012 - meditate (francesco taddei)

sono i numeri dei rimborsi, delle spese dei partiti, dei gettoni di presenza e dei vitalizi alti e garantiti che fanno aumentare il gradimento di grillo, non il popolo italiano che all'improvviso è diventato antidemocratico.