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LETTERA/ Come si sconfigge l’indignazione e l’antipolitica?

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Immagine d'archivio (Infophoto)  Immagine d'archivio (Infophoto)

Continuità

Le falsità hanno vita breve. Scegliere la continuità vuol dire bandire le scorciatoie, assumersi la fatica di una paziente e tenace costruzione.
Questa è la cartina di tornasole per individuare chi ci può davvero aiutare e assicurare soluzioni che permangano nel tempo e quanti, con la scusa di arrivare presto alla soluzione, finiscono per danneggiarci.
La continuità è l’aspirazione più profonda dell’uomo che la cerca attraverso i figli e facendo qualcosa di buono e di valido che possa permanere nel tempo. Per i credenti è la riprova che, essendo fatti per l’eternità, troviamo dentro di noi una bussola che ci guida alla ricerca di risposte non effimere.

Difesa di una proposta

Ribadito che si tratta di una proposta verso la quale è possibile sollevare molte obiezioni, provo a difenderla facendo notare che:

- non dipende dalle circostanze.

Essa pertanto sfugge ai ricatti che più frequentemente ci costringono ad andare dove non vorremmo.

- è applicabile da subito.

Il famoso “qui ed ora”, che la saggezza cristiana ci fa ricordare nelle preghiere, esprime l’esigenza di una risposta che non può essere differita nel futuro o quando le circostanze saranno favorevoli.

- rende lieta la mia vita.

La letizia non dipende dal successo, dal cambiamento di ciò che è al di fuori di me ma dal fatto che io sperimento la mia realizzazione, cioè che trovo una risposta adeguata ai bisogni che mi costituiscono. Se io divento più consapevole di me, della mia storia, del mio destino, del mio legame con quanti incontro, cresce la cosa più importante: la mia autocoscienza

- è il migliore contributo che posso dare alla società.

Oggi noi adulti siamo una generazione a valore sottratto, cioè una generazione che lascerà ai nostri figli meno di quanto abbiamo ricevuto.
Per chi non si rassegna a questa condanna e vuole fare qualcosa per invertire, almeno parzialmente, questa deriva occorre una risposta senza trucchi e senza inganni.



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
26/06/2012 - Ritorno dell'uomo forte (franco colacchi)

Il rischio è che dietro tale indignazione e i sempre più conati di antipolitica, da parte del cittadino, il desiderio sia quello di mandare in Parlamento l'Uomo forte. L'Italia ha già sperimentato gli esiti disastrosi di questa "scelta" (ventennio docet). Il movimento di Beppe Grillo accresce mese dopo mese di percentuale, e nel pdl ancora si è fermi su chi sarà il nuovo leader... sembra proprio che il centrodestra vada a cercarsela la sconfitta. Speriamo di no.

 
29/04/2012 - Luoghi di vita, ma dove? (Giuseppe Crippa)

Ringrazio Pietro Davoli per il suo contributo molto articolato al dibattito sull’ “antipolitica” ma non condivido alcune delle sue argomentazioni. L’obbligatorietà dell’azione penale, per esempio, è un valore che discende dal principio costituzionale che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge, e tale resta nonostante i comportamenti di certa magistratura e, più ancora, di certa stampa. Ma è la sua proposta - creare o partecipare a luoghi di vita che possano poi contribuire a riformare le leggi - che mi interessa: peccato che se è difficilissimo farlo dentro istituzioni come i partiti è del tutto impossibile dentro certi movimenti che al loro interno democratici non sono.